Un terremoto di magnitudo ML 3.9 è stato registrato questa mattina sull’Etna, provocando anche una deformazione del manto stradale lungo la viabilità verso Piano Provenzana. A fornire un aggiornamento sull’evento è Stefano Branca, direttore del Dipartimento Vulcani dell’INGV, che ha spiegato come la scossa, molto superficiale, sia avvenuta lungo la faglia Pernicana e sia collegata alla fase finale dell’attività eruttiva del cratere Voragine.
«Alle 12.24 si è verificato un terremoto di magnitudo ML 3.9 lungo una struttura ben nota dell’Etna, la faglia Pernicana, a una profondità di 1 km, quindi molto superficiale, in risposta alla fase finale dell’attività eruttiva del cratere Voragine. La faglia Pernicana è una struttura vulcano-tettonica ben nota che accomoda i movimenti del versante nord-orientale dell’Etna anche in seguito alla fine di fenomeni eruttivi. Esattamente la stessa cosa era successa nel 2015, dopo la fine dell’intensa attività esplosiva del cratere Voragine e del cratere di Sud-Est»


