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Di Maio risponde su Conte: “Nel suo libro falsità su di me. La stima di Draghi? Ne sono orgoglioso”

Si riapre la guerra tra Luigi Di Maio e Giuseppe Conte. E stavolta la contesa potrebbe finire nelle aule di tribunale. A scatenare la reazione dell’ex ministro “grillino”, ora inviato Onu, è stato il libro dell’ex premier e adesso presidente M5S. “Stamattina l’onorevole Giuseppe Conte, per lanciare il suo nuovo libro, ha fatto trapelare alla stampa alcuni retroscena su di me. Costringendomi a intervenire. L’accusa è quella di essere stato tra i protagonisti della rielezione del presidente Sergio Mattarella e di aver goduto della stima del presidente Draghi. Due cose di cui sono profondamente orgoglioso”, scrive Di Maio in una storia Instagram.

Secondo Di Maio, Conte «cita un episodio completamente falso». E qui Di Mario rincara la dose e parla di «una pessima caduta di stile, visto che uno dei protagonisti, il professore Domenico De Masi (morto nel 2023. ndr), non può più essere coinvolto in un contraddittorio».

«Al di là del vittimismo, che in politica funziona sempre, Conte nel suo libro elenca ulteriori “congiurati”: Matteo Renzi, Lorenzo Guerini e altri, rei di aver sostenuto il governo Draghi dopo la caduta del Conte II e di aver partecipato attivamente alla rielezione del presidente della Repubblica – prosegue il rappresentante speciale Ue -. Peccato che oggi quei “draghiani” siano tutti suoi alleati nel cosiddetto campo largo. Sono gli stessi che, con i loro voti, gli permettono di ottenere sindaci, presidenze di regione e, domani, forse anche ministeri. E sono gli stessi che gli attivisti del Movimento 5 Stelle saranno chiamati a sostenere nei collegi uninominali alle elezioni dell’anno prossimo, in nome di un bene superiore chiamato “campo largo”».

Poi la bordata finale: «Sia chiaro: per primo ho proposto di aprire le alleanze politiche il più possibile. Esattamente come sta facendo oggi Giuseppe Conte, stringendo accordi con Renzi, De Luca, Mastella e molti altri protagonisti della vita politica italiana. La differenza è che nel libro lui si racconta come vittima di queste persone. Nella realtà ci governa insieme», punge l’ex capo politico M5S.

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