Emergono nuovi dettagli negli sviluppi di questa mattina riguardanti le nuove indagini sul delitto di Garlasco, con alcune perquisizioni in corso e l’ex procuratore di Pavia indagato per corruzione in atti giudiziari, con l’ipotesi di reato che sarebbe quella di essere stato corrotto per scagionare Andrea Sempio.
L’ipotesi degli inquirenti, riporta il quotidiano Repubblica, è che dietro quell’inchiesta del 2017 ci fosse il dolo e un pagamento in contanti. Si fa riferimento a un appunto a penna su un bloc notes: “Venditti / gip archivia X 20-30 euro”. La data, “febbraio 2016”, sarebbe erroneamente anticipata di un anno. La grafia, secondo gli investigatori, è quella di Giuseppe Sempio.
Gli accertamenti bancari del Gico della Finanza di Pavia e dei loro colleghi del gruppo di Brescia hanno tracciato un movimento di denaro, risalente ai primi giorni del 2017, verso il conto di Giuseppe Sempio. Soldi provenienti dai suoi parenti stretti. Nessun pagamento è stato rilevato dagli specialisti della Gdf a favore dei difensori. E resterebbero, dunque, 33mila euro dei quali si è perso il percorso. Una cifra che, secondo la Procura di Brescia, sarebbe appunto compatibile con l’appunto ritrovato in casa Sempio.
E a questo punto prende quota l’ipotesi innocentista su Alberto Stasi, unico condannato e ritenuto in terzo grado di giudizio (dopo due assoluzioni nei primi due processi) l’autore materiale del delitto della fidanzata Chiara Poggi. Molto dipenderà dagli accertamenti in corso sul flusso di denaro che potrebbe ribaltare la storia delle indagini su questo giallo.


