Le turbolenze del governo regionale spalancano le porte alla crisi palermitana e ad uno scenario imprevedibile in cui non si possono neppure escludere le elezioni anticipate e allora Cateno De Luca non perde tempo, torna a “fiutare” l’odore del ring politico, riassapora il sogno della prima ora di fare il “sindaco di Sicilia” e parte a spron battuto in tour per l’isola.
L’obiettivo è quello di giocare d’anticipo rispetto agli avversari, il tentativo è quello di riorganizzarsi per risalire la china dopo le Europee del 2024 che in Sicilia hanno visto crollare Sud chiama Nord al 7,6%, a distanza siderale dal 25% delle Regionali 2022. Impresa non semplice e resa ancora più complicata dall’antagonismo che si prospetta tra De Luca e Ismaele La Vardera, ieri alleati e ora avversari, per intercettare consensi nel campo politico del voto d’opinione, tra i siciliani delusi, quelli che non vogliono tornare a votare o lo faranno con la protesta o “di pancia”. Qui nel 2022 De Luca aveva dominato la scena e adesso in questo spazio si è inserito l’ex iena, che avanza nei sondaggi con il suo movimento “Controcorrente”.
“Al via il nostro tour “Governo di Liberazione” – arringa De Luca -: incontri nelle province siciliane con stampa (categoria che nel frattempo ha battezzato come “carta igienica”…, ndr) e sostenitori”. Così De Luca apre le danze di quello definisce “il percorso politico che attraverserà tutte le province siciliane con una fitta agenda di conferenze stampa, incontri pubblici e momenti di ascolto con sostenitori, amministratori e cittadini”.
“Un calendario intenso, articolato tra novembre e dicembre – prosegue il leader di Sud chiama Nord -, pensato per parlare direttamente ai siciliani e condividere un progetto politico che punta a restituire autonomia, trasparenza e sviluppo ai territori. Le prime tappe del tour toccheranno Trapani, Caltanissetta, Ragusa, Palermo, Catania, Enna, Agrigento e Siracusa, fino all’appuntamento conclusivo di dicembre a Messina, con l’assemblea provinciale e cittadina”.
“Ho ormai risolto i miei problemi di salute – continua De Luca -. A dicembre effettuerò l’ultimo test, ma tutto sembra definitivamente superato. E proprio per questo, in un momento così delicato per la Sicilia, riprendo adesso il percorso che ho dovuto interrompere quasi due anni fa, nell’aprile del 2024, a causa dei miei gravi problemi di salute“.
Infine: “La Sicilia negli ultimi dieci anni è stata governata da tutto l’arco costituzionale, ma la situazione è andata sempre peggiorando perché tutti hanno preferito mangiare la mela del peccato gestendo come un bancomat i nostri destini, evitando di imbracciare l’ascia delle riforme per squarciare la cappa di rassegnazione e sudditanza che pervade buona parte dei siciliani”.
Il programma deluchiano è denso di date, orari e sedi da una parte all’altra dell’isola. Si comincia già martedì. Domani, intanto, spazio al consueto appuntamento settimanale con il “lunedì del sindaco” a Taormina. Poi la partenza: il 18 novembre ci sarà la prima tappa del tour regionale, destinazione Marsala, Mazzara del Vallo e Trapani. L’ultimo appuntamento di tutta questa lunga sequenza di tappe il 12 dicembre, a Trappitello, con la cena natalizia di autofinanziamento di Sud chiama Nord al ristorante “A Massaria”.
Nel frattempo, come Odoardo Eugenio Giano Spadaro portava un bacione alla sua Firenze, De Luca farà la stesso con Taormina. Mettiamola idealmente così, anche se in verità da Odoardo a Scateno la poesia diventa un ossimoro perfetto. Da queste parti il romanticismo si è disperso nell’aria e la “luna di miele” tra il politico di Fiumedinisi e i taorminesi è già finita da un pezzo per lasciare spazio ad un rapporto di fredda convivenza a scadenza 2028.
Poco male. De Luca riaccende i motori per il terzo assalto a Palazzo d’Orleans (dopo quelli del 2012 e del 2022) e si mette in marcia per il suo tour, con la pompa (diserbante) in spalla e l’ascia riformista in mano. Operazione sindaco di Sicilia, priorità totale alla Regione e alle (eventuali) Regionali. Con tanti saluti alla Perla dello Ionio per le prossime tre settimane.
Al netto delle presenze a spot che De Luca potrà comunque garantire e delle apparizioni che farà nei ritagli di tempo a disposizione, a Taormina da qui alla prima decade di dicembre toccherà a Massimo Brocato (presidente dell’azienda speciale Patrimonio Taormina) il compito di guidare da unico reggente il palazzo municipale. In assenza del sindaco eletto e ufficiale della città, è l’ora del co-sindaco, già esperto di De Luca e fiduciario politico con pieni poteri. Scateno parte, Massimo resta. Repetita iuvant, non chiamatelo più “ombra”.


