TAORMINA – “A Taormina siamo riusciti ormai ad inserirci, anche qui, nei grandi eventi internazionali, anche con una programmazione pluriennale che ci ha messo nelle condizioni di intercettare elementi che caratterizzano un turismo estero molto importante. Noi stiamo crescendo anche su questo fronte, grazie alle iniziative al Teatro Antico, con la presenza di turisti, soprattutto americani che in questi tre anni hanno registrato un aumento del 50% a Taormina. Sono quelli alto-spendenti e sono quelli che hanno una permanenza all’interno della comunità che supera i quattro giorni di media. E questo naturalmente consente a Taormina di registrare ulteriori successi, che in questi tre anni ci hanno caratterizzato per la performance anche sotto il profilo della ricettività”. Lo ha dichiarato in una intervista a Rai Play Sound il sindaco di Taormina, Cateno De Luca.
Nel suo intervento nel programma “Fuori dal Comune”, realizzato in collaborazione con ANCI, il sindaco torna così a soffermarsi sulla crescita turistica della Perla dello Ionio.
Ma è una crescita nella quale i fatti scrivono una storia diametralmente opposta a quella raccontata dall’attuale sindaco di Taormina. I meriti del momento positivo di Taormina appartengono alla filiera dell’accoglienza, ed in particolare dell’hotellerie che ha prodotto una sforzo straordinario, di carattere economico e strategico, che ha consentito un innalzamento significativo del livello della destinazione. La politica a Taormina, c’entra poco o nulla col boom turistico. Quella di oggi non è all’altezza del compito come non lo è stata quella precedente. La vogliamo “toccare piano“, giusto perché non occorre ricordare, una volta di più, che Taormina va avanti con l’impegno dei suoi operatori economici, la grande bellezza dei luoghi e il “pilota automatico” del mito e di Madre Natura. La capitale del turismo siciliano è al centro di un meraviglioso paradosso: il mondo la desidera ma era governata ed è amministrata da una classe politica nemmeno lontanamente anni luce in grado di reggere il peso delle sfide di questo territorio, né di esaltare il prestigio del contesto o le potenzialità della città. Taormina vola grazie agli investimenti, i sacrifici e la lungimiranza dei privati. Dopo di loro c’è il vuoto.
“Ho raccontato cosa sto facendo da sindaco di Taormina e non solo…“, scrive De Luca, che filosofeggia sul Teatro Antico e sul boom turistico. Poi dopo le belle parole del sindaco, arrivano i fatti. E con la realtà non c’è un semplice divario ma uno strapiombo impietoso. Un abisso. Taormina brilla (menomale) e lo fa da tempo non per la sua politica, ma nonostante essa. Ben al di là. Il resto è la poesia dei punti di vista.


