HomePoliticaD'Aveni verso il ritorno in campo: si ricandida a Taormina?

D’Aveni verso il ritorno in campo: si ricandida a Taormina?

TAORMINA – Le elezioni a Taormina sono ancora lontane, si tornerà alle urne quando Cateno De Luca avrà piena contezza del quadro politico che si delineerà a Roma e a Palermo e deciderà come giocare la sua partita a Taormina e a Messina. Nel frattempo, nel panorama politico locale, c’è un ritorno in campo all’orizzonte.

A due anni dalle elezioni Amministrative del 2023, che lo avevano visto candidato sindaco, si sarebbe riavvicinato alla politica attiva Antonio D’Aveni. L’ex presidente del Consiglio comunale starebbe valutando l’opportunità di tornare in gioco.

D’Aveni sin qui ha scelto di dedicarsi ai suoi impegni personali e professionali. Si è distaccato dalla politica nel recente biennio che di fatto ha segnato la sostanziale liquefazione della classe politica locale, letteralmente scomparsa dai radar e che ha lasciato le chiavi della città ed il controllo totale della situazione a De Luca.

Ora si parla di un ritorno di D’Aveni, che potrebbe dire la sua nelle dinamiche sul futuro candidato sindaco che sfiderà l’Amministrazione in carica. Si dovrà poi capire se e quanta volontà avrà, comunque, D’Aveni di spingersi sino alla prospettiva di una ricandidatura in un panorama politico cittadino che al momento vede l’area di opposizione in enorme difficoltà, spenta e divisa ma soprattutto molto lontana da un livello di competitività tale da poter ambire al governo della città. Ecco perché D’Aveni potrebbe anche fare altre scelte e forse anche percorrere altre strade.

L’ex presidente del Consiglio, dopo aver detto no all’alleanza nel 2023 con Mario Bolognari, e dopo aver fatto da terzo incomodo nella sfida a De Luca, ha la tentazione di tornare a dire la sua ma non sarebbe troppo convinto di mettersi in gioco per una ricandidatura. Non vede le condizioni ideali nel perimetro degli avversari di De Luca. Perlomeno D’Aveni non vuole ripresentarsi senza avere chance di successo e non intende essere lui “l’agnello sacrificale”, come potrebbe accadere poi al prescelto di turno in un contesto come quello attuale in cui è vero che il consenso per De Luca a Taormina non è più lo stesso di due anni fa ma è altrettanto chiaro che dall’altra parte non c’è l’alternativa.

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