“Ho letto lo sdegno (giustissimo) provocato dalla notizia della corsa clandestina con i calessi. Abbiamo dato una immagine devastante di Catania, diffusa da tutti i media.
Serve poco puntualizzare che siamo in territorio extraurbano, poiché è probabile coinvolgesse nostri concittadini (purtroppo non posso revocare la cittadinanza per manifesta indegnità). Quel che però non ho letto (se non nell’articolo di oggi su La Sicilia, in cui è scritto anche che i colpi risultano esplosi da una pistola a salve), riguarda i plurimi interventi di contrasto compiuti dalle Forze dell’Ordine, con sequestro dei cavalli e di numerose stalle clandestine”. Lo afferma il sindaco di Catania, Enrico Trantino.
“Ai più – evidenzia Trantino – sfugge che quando si intercettano eventi simili, non è possibile arrestare i protagonisti, poiché passibili di conseguenze penali che non consentono il fermo.
Da mesi è in corso una attività di sensibile repressione di questi fenomeni di illegalità (e prova ne sono i tanti tik tok di minacce, anche nei miei confronti), con le sole forme che l’ordinamento consente di compiere. Il problema è più di natura culturale: questa gente deve capire che condanna i loro figli a un ruolo di eterna marginalità e quasi certa ospitalità, in futuro, in strutture non proprio confortevoli”.
“Chi amministra, lo deve fare dando risposte che alimentino il senso di una condivisone di responsabilità, che concorra a rendere migliore la città. Pur tra le tante difficoltà (manutenzione strade e verde e contrasto al degrado), che non dovranno mai costituire una scusa (se mi trovate uno solo che nelle stesse condizioni in cui operiamo possa produrre di più di quanto stiamo facendo, sono pronto a mettermi da parte). Quel che mi rasserena è il crescente numero di persone che si indignano e che sono certo si adoperano ogni giorno per il rispetto della città. Altrimenti sarebbe grave”.
“Io mi fido del lavoro che stanno compiendo le nostre forze dell’ordine – conclude il sindaco di Catania -. Ma capisco che fa molto più rumore denigrare che costruire. La questione, allora, è una sola. Concentrarsi sui propri doveri. E Catania ne riceverà immediato beneficio”.


