“Il Pd è arrogante. I progressisti siamo noi”. Lo ha dichiarato il leader del M5S Giuseppe Conte, intervistato da “La Stampa”. Per il presidente pentastellato l’accusa di tradimento “è un’infamia” ma “non mi fa male. Credo piuttosto – dice – che sia la spia di un certo modo di fare politica che non è il mio. Come Movimento siamo sempre stati lineari e coerenti”. Conte nega di aver affossato il governo Draghi: “Il primo colpo di questa crisi l’ha sparato chi ha inserito nel decreto sugli aiuti una norma sull’inceneritore di Roma sapendo perfettamente di mettere due dita negli occhi al Movimento e di attaccare le nostre battaglie decennali per l’ambiente, la transizione energetica e l’economia circolare”. E a chi gli fa notare che il “campo largo” non esiste più, risponde: “L’ho sempre detto. Non si può pensare di definire con arroganza un perimetro di gioco e stabilire arbitrariamente chi vi è ammesso. Ho sempre invitato a considerare la necessità di misurarsi con l’agenda sociale e ambientale che serve all’Italia. E da lì non mi muovo”.
“Tocca al Pd decidere che cosa fare. Ovvio che se i dem cercano una svolta moderata che possa accogliere anche l’agenda di Calenda noi non ci possiamo stare”, insiste Conte. E a proposito del dialogo con Speranza e Articolo 1 l’ex premier osserva: “Con loro c’è genuina consonanza di cose da fare”.
“C’è bisogno di far sapere ora che il M5s durante tutto il periodo è stata la forza più leale all’interno del governo” aveva detto Conte in collegamento con l’assemblea M5S di Lamezia Terme. “Il coraggio di esserci serve per affrontare un momento delicato per il Paese, noi, come avrete compreso, abbiamo solo mantenuto la linea di coerenza nella difesa degli ultimi. Stiamo lavorando, magari commettendo anche degli errori, per mantenere fede agli impegni che abbiamo assunto. La transizione ecologica era il nostro obiettivo da sempre e lo abbiamo difeso, così come abbiamo fatto con le riforme come il reddito di cittadinanza e il Superbonus. Abbiamo realizzato con grande impegno queste nostre misure, grazie all’impegno di tutti i nostri parlamentari che hanno lavorato con impegno nelle diverse commissioni”. “Il documento presentato a Mario Draghi ha in sé tutto il cuore, la sensibilità e gli ideali del Movimento. Contiene la diagnosi sulla grave emergenza ecologica e sociale del Paese, è un’agenda che ha da sempre rappresentato il nostro faro”.
“Meloni presidente del Consiglio è oggi l’ipotesi più realistica? Noi chiederemo agli italiani di non permetterlo. Non per un pregiudizio ideologico, ma perché troviamo insensibile chi guadagna 500 euro al giorno e vuole togliere 500 euro al mese a chi non ha niente. Chi cancellerà misure anti-evasione e anti-corruzione. Chi concentrerà gli investimenti sulle spese militari. Chi, durante la pandemia, ha contrastato ogni provvedimento a protezione della salute dei cittadini».


