HomeItalia - EsteriCinturrino: "Perdonatemi, pagherò per il mio errore"

Cinturrino: “Perdonatemi, pagherò per il mio errore”

“Vorrei scusarmi con tutti per quello che è successo. Credetemi, ho avuto paura, prima che quel ragazzo mi colpisse, poi, dopo aver sparato, delle conseguenze del mio gesto. Quel ragazzo doveva essere in prigione e non morto. Mi dispiace per la sua famiglia. Sono triste e pentito per ciò che ho fatto, ma mi sono sentito disperato. Mi scuso con i miei colleghi tutti, ma posso garantire che nella vita sono sempre stato onesto e servitore dello Stato, come dimostrato dagli encomi e lodi ricevuti negli anni, assenza di alcun tipo di sanzioni disciplinari e stima dei colleghi delle Volanti del Comm.to Mecenate e non solo. Perdonatemi, pagherò per il mio errore”. Lo scrive in una lettera consegnata al suo legale, avvocato Piero Porciani, l’assistente capo della Polizia di Stato Carmelo Cinturrino, in carcere con l’accusa di omicidio volontario per aver ucciso Abderrahim Mansouri lo scorso 26 gennaio nel boschetto di Rogoredo, a Milano.

I QUATTRO COLLEGHI DI CINTURRINO INDAGATI TRASFERITI IN ALTRI COMMISSARIATI

Sono stati trasferiti ad altri commissariati della città di Milano i quattro agenti della Polizia di Stato indagati nell’inchiesta che ha portato all’arresto di Carmelo Cinturrino, assistente capo del commissariato Mecenate, accusato dell’omicidio volontario di Abderrahim Mansouri. I quattro, quindi, continueranno a prestare servizio non più presso il Commissariato Mecenate ma in altri commissariati della città, con incarichi non operativi.

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