Arriva un nuovo aggiornamento sulle previsioni meteo che riguardano l’ormai prossimo arrivo del Ciclone Harry in Sicilia, dove si va verso una fase molto critica che a partire soprattutto da lunedì 19 gennaio, per 36-48 ore metterà sotto pressione le zone abitate a causa di venti forti e mareggiate attese in particolare lungo la costa ionica.
Questo il nuovo punto della situazione di Salvatore Filloramo, direttore di StrettoMeteo.it., esperto di rischi naturali ed antropici.
“La situazione cambia drasticamente ed in modo brusco“, anticipa Filloramo, che parla di “tempesta perfetta” in arrivo nell’isola.
“A causare questo “ colpo di scena modellistico “ che sarà determinante per l’innesco di una severa fase di maltempo in sede mediterranea, l’ingresso della corrente a getto che dal nord Atlantico punterà il cuore del nord Africa, per poi sfociare nella genesi di una insidiosa depressione afro mediterranea che dall’entroterra algerino tenderà a collocarsi per diverse ore tra la Tunisia ed il Canale di Sicilia”.
“A complicare ulteriormente la situazione ci penserà il blocco anticiclonico a carattere freddo posto sull’Europa dell’est tale che non solo fluirà aria fredda dai Balcani, il che alimenterà non solo l’apporto instabile e temperature che favoriranno anche intense nevicate in montagna, ma anche un corposo gradiente barico orizzontale quantificabile in 40hpa tra l’area balcanica ed il mar di Sardegna”.
“Tale configurazione barica, di per sé non rara in sede mediterranea anche se non frequente, sarà enfatizzata dal massiccio divario barico tra le due figure sopra menzionate, il che renderà questa fase di maltempo potenzialmente critica per la Sicilia orientale che si troverà esposta a ricevere almeno 36/48h venti burrascosi di levante e scirocco, i quali scorreranno su un tratto di mare ( Fetch ) di oltre 800 km tale che le onde che si potranno sviluppare dinanzi le coste ioniche potrebbero lambire i 3/5m d’altezza nel settore meridionale dello Stretto di Messina prossima alla città ed alle località di Galati Marina per intenderci, tra 4 e 6 metri nella fase clou in prossimità di Capo Alì e 7/8 metri tra il basso versante ionico siculo procedendo verso Catanese e soprattutto coste siracusane”.
“Capite bene – avverte l’esperto – che tale scenario mette in allarme tutti gli addetti ai lavori soprattutto alla luce del fatto che le nostre coste si trovano esposte al fenomeno dell’erosione costiera, motivo per cui oggi ci ritroviamo spiagge insufficienti ad accogliere mareggiate di tali portate con prevedibili danni alle infrastrutture antropiche”.
“Il clou del peggioramento ionico si manifesterà nel corso della giornata di lunedì 19 e martedì 20, allorquando i venti inizieranno ad assumere carattere di burrasca di levante e scirocco, unitamente alle piogge che potrebbero divenire abbondanti ed insistenti a monte dei Peloritani meridionali e soprattutto nel settore etneo dove i centri di calcolo abbozzano a totale eventi potenziali apporti pluviometrici alluvionali“.
“Per tali motivi – conclude Filloramo – l’Etna potrebbe ricevere apporti nivometrici di portata eccezionale, motivo per cui consigliamo vivamente a tutti gli operatori di mettersi in sicurezza per tempo in quanto black out e caduta di alberi saranno inevitabili“.


