Altra puntata nella discussa cena spettacolo di Capodanno al Palacongressi. Scende in campo il sindaco di Taormina, Cateno De Luca, con il “gioco del cerino”. Eccolo il primo cittadino che entra in scena e se la prende mettendo in azione il segretario generale del Comune, Giuseppe Bartorilla.
Il segretario generale ha trasmesso nelle scorse ore (in data 7 gennaio, per esattezza) una nota via pec ad assessori e consiglieri comunali.
Oggetto della missiva: “Evento del 31 dicembre 2025 e 1 gennaio 2026 presso il Palazzo dei Congressi di Taormina, giusta licenza rilasciata con decreto sindacale n.43 del 30 dicembre in favore della società Football Club Taormina A.S.D. – Richiesta informazioni”.
“Su disposizione del sindaco, Cateno De Luca, tenuto conto delle notizie stampa e dei numerosi post e video pubblicati sui social network, riguardanti l’evento in oggetto, secondo cui l’Associazione avrebbe violato le prescrizioni contenute nella relativa licenza di P.S. rilasciata dal sindaco con decreto n.43 del 30 dicembre 2025, per finalità istruttorie, finalizzate all’accertamento di eventuali responsabilità a carico dei concessionari, da segnalare possibilmente alle autorità preposte, si chiede ai destinatari di comunicare l’eventuale loro presenza all’evento incriminato, entro e non oltre le ore 12 del 9 gennaio 2026, specificando – ove presenti, anche il tipo di attività posta in essere”. Così si legge nella comunicazione di Bartorilla.
In allegato qui, ad ulteriore completezza dei fatti, postiamo il decreto sindacale n.43 del 30 dicembre 2025, richiamato dal sindaco nella nota ed avente ad oggetto il “Rilascio della licenza ex Art. 68, 69 e 80 T.U.L.P.S. per evento di intrattenimento musicale presso il Palazzo dei Congressi – ditta richiedente Football Club Taormina A.S.D.”. Nel decreto in oggetto De Luca rilascia licenza per “lo svolgimento della cena a mezzo catering con intrattenimento musicale dal vivo”.
La linea del Comune, insomma, appare abbastanza chiara e, fondamentalmente, pare anche molto prevedibile. Nella pec a firma del segretario generale si punta sul concetto di “accertare” e si ricercano eventuali “responsabilità a carico dei concessionari”.
Come detto, non entriamo nel merito degli aspetti che riguardano le prescrizioni e la licenza. Saranno altri a fare le opportune verifiche in tal senso, ribadendo che auspichiamo e anzi crediamo che fosse tutto in regola sul piano formale. E’ la sostanza di tutta questa storia che è diversa ed è l’elemento centrale. Spunta il “pugno duro” del Comune che, in realtà, sembra un’autodifesa politica sul polverone ma prima ancora rispetto alla dinamica complessiva della vicenda. Scatta una cosiddetta “Operazione verità” che agli occhi della gente appare piuttosto come un modo per aprirsi un varco verso uno “scaricabarile”.
L’attuale Amministrazione di Taormina forse dovrebbe guardare in casa e sforzarsi di analizzare la vicenda con una valutazione obiettiva del proprio operato, cercando – per una volta – di andare al di là dell’infallibile io autocelebrativo. Provare a fare un pò di autocritica.
Il Comune di Taormina, al netto degli atti formalizzati (la delibera di Giunta del 15 dicembre e il decreto sindacale del 30 dicembre) conosceva bene o no come si sarebbe svolto questo evento? Oppure mentre, in città e da fuori, chiunque poteva informarsi sul programma della serata contattando gli organizzatori, gli amministratori di Taormina avevano inteso o immaginavano che al Palacongressi fosse in programma una contemplativa cena blanda, con i partecipanti fermi ai tavoli a mangiare e a guardarsi in faccia, poi a brindare con un fugace “trenino” di mezzanotte e infine di nuovo tutti seduti a sussurrare parole d’amore sotto la luna nei privé sino a fine serata?
E’ inutile perdere tempo a fare una lista degli assessori e dei consiglieri, per poi, magari, gira e rigira, raccontare che al Comune di Taormina sono stati (anche stavolta) belli, bravi, precisi e perfetti e magari richiamare in modalità auto-applauso che il Palacongressi ora è agibile e prima no. Non basta rendere agibile una struttura: governare è prevedere, comprendere alla base l’opportunità o l’inopportunità delle situazioni. Ma soprattutto non limitarsi a vidimare documenti confidando che poi nulla accada.


