In un’intervista rilasciata alla rete televisiva svizzera RSI durante il programma Larmandillo, Fabio Capello ha parlato dei grandi numeri dieci che ha allenato nella sua carriera. E non sono mancati anche alcuni giudizi comprensivi di frecciate ai suoi ex campioni.
“Francesco Totti era un centrocampista avanzato che non correva, però aveva grande visione di gioco e non aveva il dribbling. Alessandro Del Piero quando sono arrivato alla Juventus era in una fase discendente nella quale aveva un po’ meno dribbling, ma ai tempi possedeva anche quella qualità insieme alla visione di gioco”. Capello ha anche parlato della sostituzione di Totti in Juve-Roma, quando i giallorossi erano sotto contro i bianconer 2-0 e rimontarono poi con il subentrante Nakata, decisivo per lo scudetto giallorosso: “Sono quelle intuizioni che ogni tanto mi sono venute. Delle volte sono riuscito a cambiare la partita dalla panchina. Mi ero reso conto che Francesco non era in giornata, volevo un po’ di brio e inserii Nakata e Montella. È stato così”.
Poi il Divin Codino: “Baggio aveva il dribbling, la visione di gioco, il gol. Uno dei calciatori italiani più grandi di sempre insieme a Rivera. Al Milan non si allenava per via dei problemi al ginocchio, faceva solo fisioterapia. Ma quando lo faceva mostrata tutte le sue qualità”.
Capello ha parlato anche di Dejan Savicevic: “I giocatori bravi li ho sempre apprezzati. Lui giocava un tempo, poi restavamo in dieci, dovevi solo attendere la giocata. A un certo punto facemmo una riunione con i giocatori, e gli dicemmo: non devi fare il terzino oppure difendere, ma dobbiamo avere equilibrio. Da quel momento abbiamo risolto il problema. Il suo pallonetto per il gol del 3-0 in finale contro il Barcellona resta una perla, era geniale”.


