Sono stato in Sicilia e abbiamo parlato fino all’ultimo secondo di futuro, di inquietudini e di responsabilità. Basta aspettare che “qualcun altro” si occupi di voi. Ho detto ai ragazzi e alle ragazze dell’università, che hanno voglia di restare, di fare, di approfondire, di capire come cambiare le cose: prima ancora che siciliani, siete europei e italiani a pieno titolo e pertanto non condannati alla fuga (che non sia per scelta), ma chiamati a organizzarvi, partecipare, incidere. Fatelo. In qualsiasi modo. In qualsiasi formato. In qualsiasi partito – tutti eccetto la Lega perché un siciliano leghista nun se po’ sentì -. Perché le grandi cose nascono dalle scintille”. Così Carlo Calenda, leader di Azione.
“Il momento più bello? Quando Eros, uno studente dalla platea, alla fine dell’incontro, si è alzato e ha invitato i coetanei presenti a vedersi sabato pomeriggio davanti a un caffè per continuare a parlare di futuro insieme. Ecco, da lì può davvero ripartire tutto”, aggiunge Calenda.


