HomeAperturaBocca: "Turismo tiene. Conflitto preoccupa ma catastrofismo non serve"

Bocca: “Turismo tiene. Conflitto preoccupa ma catastrofismo non serve”

Nei giorni del conflitto ancora irrisolto nel Golfo e a poche ore dall’apertura dell’assemblea nazionale di Federalberghi, che comincerà venerdì a Roma, Bernabò Bocca ha fatto il punto sul momento del turismo in Italia.

“E’ un momento di sana preoccupazione ma anche di sano ottimismo – ha dichiarato il presidente di Federalberghi in un’intervista all’Ansa -, nessun catastrofismo, continuiamo a lavorare sodo in vista dell’estate, le previsioni sul 2026 erano in crescita e l’Italia è un Paese bellissimo e sicuro” premette subito Bocca facendo trasparire attenzione ma allo stesso tempo positività su un settore centrale dell’economia in cui gravitano oltre 4 milioni di posizioni lavorative, il 14,4% del totale.? “I successi dell’Italia nelle gare alpine e il clima positivo attorno al mega evento Milano Cortina – spiega – hanno spinto la gente ad andare a sciare, un po’ come da quando Sinner è diventato il numero 1 di tennis, tutti gli italiani giocano a tennis, ma questo è sempre successo”. Poi le guerre – ragiona Bocca – hanno creato un clima di incertezza: “Non hanno creato un danno immediato, non è che la gente ha cancellato ma sta prenotando di meno, aspetta di vedere come andrà forse, soprattutto da quelli che sono i mercati, che per noi sono i mercati più importanti perché alto-spendenti. Se ci fosse un rallentamento di mercato americano (dopo la perdita di quello russo e di quello mediorientale), potremmo avere dei contraccolpi non tanto sul numero delle presenze ma sul fatturato, le teste contano fino a un certo punto, più importante è la capacità di spesa. I mesi degli americani sono maggio, maggio, giugno, luglio, settembre, ottobre, però non è che un americano decida domani mattina di venire in Europa, la finestra tra la prenotazione e l’arrivo che solitamente era una finestra intorno ai 45 giorni quest’anno si è sicuramente ristretta, però un margine ci sarà. Quindi a questo punto è molto importante la durata del conflitto. Se si risolve nell’arco di pochissime settimane, i danni sono molto limitati, se viceversa la guerra dovesse andare avanti mesi, bisognerà capire la reazione del mercato americano di fronte a un conflitto in una parte del mondo dove l’America è direttamente coinvolta…”.

Nessuna preoccupazione riguardo agli ultimi botta e risposta tra Donald Trump e Giorgia Meloni: “Quello che ha detto il presidente del Consiglio è stato sacrosanto e comunque difendere quella che è l’identità nazionale non preclude il fatto di essere amici degli americani, però su certi argomenti i si può anche non andare d’accordo. Meloni non ha messo in discussione l’amicizia tra i due paesi, ha messo in discussione alcune affermazioni del presidente americano, ma questo sicuramente non va a influenzare i rapporti, soprattutto turistici, tra i due paesi”. Sulla questione del caro fuel e delle scorte limitate che sembrano destinate a durare ancora a lungo Bocca dice: “Certo se si continua a leggere sul giornale che non si sa se ci sarà benzina sufficiente per gli aerei per i viaggi di quest’estate, non viene voglia di comprare biglietti in anticipo anche se si paga di meno”. Ma la bella notizia secondo il presidente nazionale degli albergatori arriva dal turismo interno che sta rispondendo molto bene: “Per noi il mercato italiano è il primo in termini di presenze e quindi non dobbiamo mai dimenticarci dei nostri connazionali”.

Bocca ha poi evidenziato nella sua intervista all’Ansa la necessità di una salvaguardia del costo energetico: “Gli alberghi sono imprese energivore, quindi quello che oggi più ci spaventa è un possibile calo dei ricavi dovuto a meno presenze di turismo alto-spendente unito a un eventuale aumento dei costi ‘violento’ della bolletta. Bisogna scongiurare che accada”. Altra richiesta, vista i rivali stranieri sempre più agguerriti, sono “gli strumenti fiscali sotto forma di credito d’imposta. Non chiediamo soldi a fondo perduto ma chiediamo strumenti strutturali (non spot) che consentano a un imprenditore di programmare un piano di investimenti negli anni a venire”. Infine la nota dolente dell’abusivismo: “Il Cin è stato un passo avanti di cui siamo grati ma la sindaca di Firenze che mi diceva che ce ne sono già molti ‘abusivi’. Io continuo a dire che il migliore strumento sarebbe il cambio di destinazione, però ci accontentiamo del cin a patto che i cin siano reali…”.

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