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A Taormina il golf non ha insegnato niente: SS185 come una vasca da bagno, la storia si ripete (VIDEO)

TAORMINA – Dal sole alla pioggia, Taormina si conferma una città dove troppo spesso ci si perde a “pavoneggiarsi” nell’eterna bellezza del territorio e ci si autoconvincere dell’infallibile scienza infusa degli attori protagonisti che, più o meno, ne reggono le fila.

Domenica 2 febbraio 2025 un nubifragio ha interessato Taormina, sicuramente non due gocce d’acqua ma neanche l’apocalisse e puntualmente si sono registrate una serie di allagamenti. Non una novità, da queste parti accade da tempo immemore ma una delle zone colpire è l’immagine simbolo: la SS185 a Trappitello completamente trasformata in una cartolina veneziana, con un fiume d’acqua che allaga la sede stradale e invade il cantiere Rfi per la nuova stazione ferroviaria.

Scene eloquenti, e bisogna riflettere e chiedersi cosa potrebbe accadere se quelle stesse piogge fossero durate qualche ora in più e se avessero insistito con un’intensità ancora maggiore. La strada statale è diventata una “vasca da bagno” e adesso ovviamente verranno a raccontarci che “poteva accadere” ed è caduta “tanta pioggia che non si poteva prevedere”.

E allora un promemoria lo facciamo noi, con una data ben precisa: 4 novembre 2011. Quel giorno i terreni di contrada Vareggio, dove si stava costruendo il campo da golf, vennero invasi dall’acqua e devastati mentre le opere per il complesso con annesso green a 18 buche erano già arrivate al 60% circa di realizzazione. Parliamo dello stesso identico tratto oggi interessato da un nubifragio: sempre accanto alla strada statale 185, anche se sul lato opposto al cantiere della nuova stazione Rfi che si trova invece sul lato monte.

Nei terreni del golf sino alla sera del 3 novembre 2011 c’erano già i laghetti, quelli artificiali per il golf, praticamente pronti, e Taormina si preparava a “battezzare” da lì a qualche mese un’infrastruttura che, bella o brutta, piaccia o non piaccia, al netto dei soliti conflitti paesani, avrebbe comunque rappresentato un elemento in più per l’offerta turistica e per l’economia del territorio, dando posti di lavoro e probabilmente ponendosi come un valore aggiunto verso quella destagionalizzazione di cui qui tutti si riempiono la bocca e la maggior parte non hanno la minima idea di cosa si parla davvero.

E allora, dal 4 novembre 2011 al 2 febbraio 2025, a Taormina la storia si ripete ed evidentemente non ha insegnato niente. Il senso di tutto è nella foto copertina di questo articolo, che potrebbe sembrare di oggi ma in realtà è un’immagine scattata 14 anni fa, con i cancelli del golf aperti e il fango che aveva ormai violentato i terreni, mentre attorno la strada statale era allagata.

Si poteva impedire che il campo da golf venisse travolto dall’acqua e devastato in quel modo? Sicuramente si. E si poteva (anzi si doveva) avviare, ieri come adesso, un intervento di messa in sicurezza dell’area in termini preventivi di adeguata canalizzazione delle acque? Evidentemente sì.

Il copione è sempre lo stesso e c’è pure qualche punto di contatto. Lo sappiamo bene, perché di questo territorio conosciamo vita, morte e miracoli: meglio dei “padroni del pastificio” e dei vari spettatori (paganti e non). Ma sarebbe troppo semplice affondare la lama nel burro, né ci interessa il giochino del rimpallo di competenze. Bisogna andare oltre e rendersi conto che criticità come questa poi, ad un certo punto, presto o tardi, non perdonano e rischiano di sconfinare nell’irreparabile. Non c’è da studiare il Cubo di Rubik, si deve canalizzare subito in termini corretti e adeguati la raccolta e il deflusso delle acque, realizzando le opportune opere, da monte a valle, a protezione dell’abitato e dei fabbricati. Paradossalmente, al netto dell’evidente assurdità che la questione non sia stata già compresa e risolta, il fatto che si stia realizzando una stazione ferroviaria può diventare l’opportunità per rimediare e agire con una certa rapidità, senza dover passare dal “pantano” infinito dei soliti lacci burocratici e delle 250 autorizzazioni per intervenire.

Rfi provvederà e avrà tutto l’interesse a non vanificare le proprie attività di cantiere, ma anche il Comune, che da 14 anni a questa parte “dorme” in piena continuità sul tema, faccia la sua parte, come spetta ad ogni buon padrone di casa. Gli inquilini del palazzo a Taormina, distratti a far girare veloce la giostra dei vari accoliti da “allattare” e ad arringare la folla a fare l’amore, dovrebbero capire che le priorità da dirimere sono altre. A partire dalla fragilità del territorio. Meglio rivedere questo filmato sul golf, riflettere e schiarirsi le idee.

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