TAORMINA – La Giunta del Comune di Taormina ha dato mandato, con relativo atto di indirizzo, al Corpo di Polizia locale affinché “proceda all’acquisizione di un sistema di aeromobili a pilotaggio remoto (UAS/Drone) completo della strumentazione tecnica idonea”. La decisione arriva dopo gli incendi di fine estate ed in particolare quello del 1 settembre scorso, di presumibile natura dolosa, quando si registrarono ingenti danni in alcune zone del territorio locale.
Perciò, con relativa deliberazione dell’Esecutivo, si è dato adesso mandato al Comandante della Polizia Locale per la predisposizione di tutti gli atti gestionali necessari all’acquisto, all’individuazione ed alla formazione certificata (patentino ENAC/EASA) del personale operatore.
L’iniziativa si inquadra nell’ottica di un innalzamento dei livelli di sicurezza urbana. “Le moderne tecnologie – fa sapere la casa municipale – offrono strumenti avanzati in grado di ottimizzare il controllo del territorio. Si può, così, incrementare l’efficacia delle operazioni di monitoraggio e garantire una maggiore sicurezza per gli operatori di Polizia e per i cittadini”.
Contrasto agli incendi ma non soltanto, perché gli obiettivi compresi nel perimetro strategico concernente le modalità di utilizzo dei droni sarebbero diversi. L’impiego di Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto (U AS – comunemente denominati “droni”) dotati di sensori ottici e termici ad alta risoluzione – secondo quanto disposto dalla casa municipale – rappresenta un supporto strategico fondamentale per il perseguimento di varie finalità istituzionali: sicurezza stradale, con rilievo tridimensionale di sinistri complessi e monitoraggio dei flussi di traffico; Polizia ambientale ed edilizia, con la mappatura di discariche abusive. monitoraggio di sversamenti illeciti e accertamento di abusi edilizi in aree difficilmente accessibili; Protezione civile e sicurezza urbana, con il monitoraggio di eventi calamitosi, supporto alle operazioni di ricerca e soccorso, controllo di grandi eventi o manifestazioni pubbliche”.
La necessita – ravvisata dall’ente – è quella di “dotare il personale competente di uno strumento di ultima generazione equipaggiato con camera termica radiometrica ad alta risoluzione. Tale strumentazione risulta indispensabile per l’espletamento di attività critiche”.
Nello specifico si fa riferimento al “monitoraggio ambientale (rilevamento di discariche abusive, sversamenti illeciti, mappatura termica); la ricerca e soccorso di persone disperse anche in condizioni di scarsa visibilità o notturne; prevenzione e gestione dei rischi (monitoraggio di focolai boschivi, dissesti idrogeologici; rilievi tecnici e ispezioni su infrastrutture e patrimonio immobiliare dell’ente”.
In sostanza, l’attuale sindaco Cateno De Luca sceglie la via del controllo aereo per cercare di fare prevenzione e/o monitoraggio nei casi di calamità e per contrastare fenomeni come i raid incendiari dei piromani ma anche per la lotta ai cosiddetti “zozzoni” della raccolta rifiuti. Una tendenza che richiama il periodo della pandemia quando proprio l’allora sindaco di Messina – ora primo cittadino di Taormina – usò i droni con la sua voce nei giorni drammatici del lockdown, invitando i cittadini a restare chiusi in casa e non uscire, con la frase “dove ca**o vai, torna a casa?”.
A Taormina già nell’estate del 2025 c’erano state le “prove tecniche” deluchiane per i controlli di Ferragosto anti-falò (“Stiamo monitorando le spiagge di Taormina con i nostri droni”), ora De Luca lancia la sfida in via definitiva con l’acquisto di un sistema di aeromobili a pilotaggio remoto che saranno affidati alla Polizia locale ed al personale da formare per questa attività.
“Non si esce, niente più babbio. Questo è l’ordine del sindaco De Luca, e basta”, da Messina a Taormina, eccolo il refrain. Arriva la stretta e la storia pare destinata a ripetersi stavolta nella capitale del turismo siciliano. Con la voce del sindaco e magari anche il carico di un insulto in stereofonia da recapitare al piromane o allo “zozzone” di turno.


