TAORMINA – E’ iniziato l’assalto di Ferragosto alla Città di Taormina. Lunghe code ai caselli di Spisone ed è il momento delle ferie per tante persone che hanno deciso di raggiungere la capitale del turismo siciliano.
E’ un’invasione che riempirà la Perla dello Ionio proseguendo l’onda lunga di una stagione sin qui d’oro per gli operatori economici. Continua ad arrivare da queste parti tanta gente e lo fa nonostante a Taormina ci sia puntualmente una propensione tutta indigena a provare a rovinarsi la festa da soli.
L’ultimo esempio tafazziano è una condotta fognaria che è saltata a Mazzeo alle porte di Ferragosto. La linea consortile è scoppiata all’improvviso ma, evidentemente, bisognava attenzionarla e pulirla preventivamente, con largo anticipo. Non sorprende che poi la notizia dell’ordinanza di divieto di balneazione abbia fatto il giro d’Italia (si spera non del mondo), innescando un gioco mediatico al massacro in cui sin dalla notte dei tempi Taormina fa sempre notizia, e c’è chi ha messo nella centrifuga pure le comprensibili lamentele di quelli che da qualche giorno a questa parte hanno accusato disturbi intestinali e li hanno avvertiti sul serio. In questi casi diventa prevedibile il carico di quelli che mettono altra benzina sul fuoco per spingere una destinazione turistica a discapito di un’altra. E vai con i titoloni a partire dal più eloquente: “Chiuso il mare di Taormina”.
Eppure, per una volta bisogna riconoscere che, per quanto la stampa italiana sia scarsa, i riflettori mediatici nazionali stavolta sono stati soltanto una prevedibile conseguenza di qualcosa che è stato servito su un “piatto d’argento” e che andava evitato. Gli sciacalli, da sempre, sono come i rapaci d’area di rigore nel calcio: se gli fa un assist a porta vuota, ti puniscono e non ti perdonano.
Il problema è che, al netto delle speculazioni mediatiche, Mazzeo non può continuare ad essere trattata come una latrina di periferia dalla politica taorminese che di questa bellissima zona se ne frega da almeno 30 anni e si limita al compitino di qualche contentino stagionale. Le fognature sono la punta dell’iceberg di strutture vecchie e inadeguate che non reggono più alla pressione, come idem l’acquedotto. Bisogna pure andare oltre le fesserie una tantum dei vasi a bordo strada, spendere il tempo per fare cose più utili dei selfie on the beach. L’attivazione (pure tardiva) di alcuni servizi che dovrebbero essere la normalità è un atto dovuto, non un evento ogni volta da celebrare. Va sdemanializzato e riqualificato un lungomare che dovrebbe essere un fiore all’occhiello per la città e che ad oggi resta inguardabile, si dovrebbero pulire i vicoli che non possono essere consegnati ad una condizione perenne di pisciatoio all’aperto. Mazzeo esige ben altra considerazione e merita altro rispetto, e il territorio va gestito molto meglio: tutto, senza distinzioni. Menomale che i turisti vogliono comunque venire a Taormina e non si curano neppure di queste tarantelle, altrimenti sarebbero ca….i amari per il turismo.


