HomeAttualità e CronacaDivieto di balneazione in prossimità del torrente Mazzeo: ordinanza e polemiche

Divieto di balneazione in prossimità del torrente Mazzeo: ordinanza e polemiche

TAORMINA – Divieto temporaneo di balneazione in un tratto di spiaggia tra Letojanni e Mazzeo, ma soprattutto polemiche, forti malumori e disturbi intestinali per diversi cittadini nella zone in questione della fascia litoranea, che ricade nei territori di Letojanni e Taormina.

Il Comune di Taormina (e analogamente anche quello di Letojanni con atto n.67 dell’11/08/22) ha emesso oggi – 11 agosto 2022 – un’ordinanza sindacale (la n.19) nella quale si dispone “Il divieto temporaneo a scopo precauzionale di balneazione nel tratto ricadente nel territorio del Comune di Taormina fino a 250 metri a sud della foce del Torrente Mazzeo”.

“A seguito dell’improvviso ed imprevedibile guasto della condotta fognaria dell’impianto consortile, ricadente nel territorio del Comune di Taormina, si sono verificati sversamenti di acque nere nel Torrente Mazzeo – si legge nell’ordinanza – e conseguentemente nello specchio di mare nei pressi della foce dello stesso torrente. Gli Enti interessati stanno attivando tutti gli interventi necessari per l’eliminazione del disservizio, la cui risoluzione è stimata in tempi brevissimi”.

Si richiama, quindi “l’art.5 del D.Lgs. 116/2008 e ss.mm.ii. (attuazione Direttiva 2006/7/CE relativa alla gestione della qualità delle acque di balneazione) dove si stabilisce che, nel corso della stagione balneare, qualora si verifichi una situazione inaspettata che ha, o potrebbe verosimilmente avere, impatti negativi sulla qualità delle acque di balneazione o sulla salute dei bagnanti, il Comune procede all’adozione dei provvedimenti conseguenti al verificarsi di tali fenomeni legati sia ad inquinamenti “di breve durata”, che di durata superiore alle 72 ore”.

E di conseguenza si ritiene “necessario, prudenzialmente, in attesa degli esiti degli accertamenti da eseguirsi da parte degli Enti di controllo e vigilanza, inibire alla balneazione a titolo precauzionale il tratto di mare ricadente nel Comune di Letojanni fino a 250 m a sud della foce del Torrente Mazzeo”.

E’ stato anche disposto che il “Comando Polizia Municipale e l’Area Urbanistica e Lavori Pubblici provvedano all’affissione, in posizione visibile sul tratto di costa inibito come sopra riportato, in particolare ai 2 estremi, di cartelli riportanti la dicitura “Divieto di Balneazione“ con gli estremi della presente Ordinanza”.

E sin qui verrebbe dire, amen, pazienza, sono cose che capitano, possono succedere e non è neanche la prima volta che si verificano. Il problema è che mentre il Comune di Taormina (come pure quello di Letojanni) disponeva l’ordinanza in data giovedì 11 agosto, in quella zona tra Mazzeo e Letojanni si erano già verificati da qualche giorno – ragionevolmente diciamo almeno nelle 48 ore precedenti – diversi casi di persone che hanno accusato problemi intestinali. La gran parte sono bambini. Tutti con gli stessi sintomi: mal di pancia, vomito e diarrea. Si è verificata una strana, improvvisa, corsa in farmacia di persone che richiedono tutte gli stessi farmaci. Saranno state tutte persone rimaste vittime di un’alimentazione disordinata, tutte nello stesso momento e con identici disturbi. Una pura casualità, o forse no. Per fortuna niente di grave – evidenziamolo e menomale – ma non si tratta di un corteo di cittadini “suggestionati”.

Non a caso, sulle Rete monta in queste ore un vespaio di polemiche. Non siamo medici e non pretenderemo mai di esserlo, ma si ha la netta percezione che questa vicenda – al netto di tutte le giustificazioni possibili – poteva e doveva essere gestita con una maggiore tempestività e informando meglio e prima i cittadini di questo problema. A partire dagli appositi cartelli previsti ma che sin qui (sino all’11 agosto) non si sono visti, considerato che la problematica in atto mette a rischio in primis i bambini. E d’altronde la fognatura che scendeva dal torrente Mazzeo la si era già notata nella giornata del 10 agosto.

Il calendario segna giornate particolari, certi argomenti possono risultare poco simpatici, prevale la logica del “tutti dentro”, del fare arrivare i turisti per la grande ammucchiata di ferragosto ma non per questo agli stessi bagnanti si deve poi riservare l’amara sorpresa di andare incontro a due-tre giorni di disturbi intestinali, per non dirla con altri termini. Ma soprattutto – repetita iuvant – la segnalazione del problema con appositi cartelli ha rasentato sinora praticamente l’invisibile e diversa gente ha fatto il bagno senza sapere o capire che ci fosse un divieto di balneazione nel tratto in oggetto.

Capitolo a parte merita proprio l’incommentabile situazione delle fognature, che come l’acquedotto, a Taormina – e idem a Letojanni e Giardini Naxos – sono ormai in una palese condizione di precarietà. Raccontiamo in continuazione di guasti e disagi e questa narrazione emergenziale è la più logica conseguenza di impianti obsoleti, vecchi di 30-40 anni fa, che non ce la fanno più perché tarati in origine sulla pressione, allora modesta, di un comprensorio che a suo tempo non aveva l’enorme numero di attività ricettive e commerciali sorte soprattutto da un ventennio a questa parte e che oggi gravano su queste stesse condotte fatiscenti. Non bastano e non servono più i lavori tampone. Fognature e acquedotti bisogna cominciare a rifarli, ristrutturarli e ammodernarli al più presto. Servono le risorse finanziarie, serve ancora prima la piena consapevolezza che la gente non è stupida e i problemi li nota e li comprende, e si becca pure gli odori nauseabondi. Siamo al punto di non ritorno. Se si vuole fare turismo di un certo livello e migliorare la vivibilità del territorio è d’obbligo ripartire da qui. Tutto il resto è poesia.

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