“Comprendo il disagio dei passeggeri. In questi giorni Sac ha lavorato senza interruzioni per mantenere l’aeroporto operativo quando le condizioni di sicurezza lo hanno consentito, ma anche per coadiuvare e supportare le compagnie nell’assistenza e nella protezione dei passeggeri”. A dirlo l’amministratore delegato della Società che gestisce l’aeroporto di Catania, Nico Torrisi, parlando a “Repubblica Palermo” dell‘emergenza cenere che da giorni sta mettendo a dura prova lo scalo etneo.
“Abbiamo garantito supporto a terra, acqua e brandine, coordinandoci con Protezione civile, altri scali e reti di trasporto – aggiunge -. Il nostro obiettivo è ridurre al minimo i disagi in una situazione determinata dall’evoluzione dell’attività vulcanica”.
La Sac viene vista come il terminale delle proteste. “Comprendo che per il passeggero Sac sia il primo punto di riferimento, ma è un peccato che situazioni difficili come questa diventino un’occasione per fare polemica – replica Torrisi -. Sac sta andando responsabilmente oltre le proprie competenze nel supportare le compagnie aeree che per legge devono assistere i passeggeri, riproteggerli su altri voli, fornire i pasti, fornire l’albergo”.
“Alle compagnie – sottolinea – spettano la gestione dei voli, le cancellazioni, i dirottamenti e la riprotezione. In una situazione così complessa è fondamentale che ogni soggetto faccia la propria parte e noi facciamo anche di più quando gli altri latitano. Quando si potrà tornare alla normalità? Non sarebbe serio indicare oggi una data. Il problema è sempre la presenza di cenere in aria. Finché la nube persiste, la sicurezza delle operazioni può essere compromessa. Sac è pronta: l’aeroporto è costantemente presidiato e in piena efficienza per riprendere le attività non appena ci saranno le condizioni di sicurezza”.
E in merito alla possibilità di progettare un nuovo aeroporto in una zona più lontana dall’Etna, Torrisi risponde così: “Premesso che è un tema che non va affrontato sull’onda dell’emergenza, non sta a me valutare qualcosa che è stato già valutato e bocciato da chi di dovere. Oggi dobbiamo rafforzare la complementarità tra Catania e Comiso e la capacità degli scali siciliani di sostenersi a vicenda”.


