CATANIA – Prosegue l’intensa attività vulcanica sull’Etna. Nel bollettino diffuso questa mattina, 10 agosto 2026 alle 8:12 UTC, l’Osservatorio Etneo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) segnala la prosecuzione di una intensa e continua attività esplosiva al cratere Voragine.
Le immagini delle telecamere di videosorveglianza mostrano la ricaduta di bombe vulcaniche nella zona sommitale e una abbondante emissione di cenere, che viene dispersa dai venti in direzione SSW, quindi verso sud-sud-ovest.
Inoltre le bocche eruttive situate a quota 2.750 e 2.360 metri continuano ad alimentare diverse colate laviche, che hanno formato complessi campi di lava. I fronti attivi più avanzati si trovano attualmente intorno ai 1.500 metri di quota, alla base della parete nord della Valle del Bove, nella zona di Monte Rinatu.
Tremore ancora su valori elevati
Anche il monitoraggio dei parametri vulcanici conferma una fase di attività significativa. Dall’ultimo aggiornamento, l’ampiezza media del tremore vulcanico si è mantenuta su valori elevati, pur restando nella parte inferiore della fascia.
Il centroide delle sorgenti del tremore, dopo essersi temporaneamente spostato nella serata di ieri, tra le 18:15 UTC circa, in un’area compresa tra i crateri Voragine e Nord-Est, a una quota tra i 2.400 e i 2.700 metri, è tornato dalle 6:30 UTC di questa mattina a concentrarsi nell’area del cratere Voragine, a circa 3.000 metri di quota.
Attività infrasonica medio-alta
Anche l’attività infrasonica resta sostenuta. Dopo aver raggiunto un livello alto nella tarda serata di ieri, dalle prime ore di oggi si mantiene su valori medio-alti.
Gli eventi infrasonici risultano localizzati nell’area del cratere Voragine, con ampiezze medie e, soprattutto nelle ultime ore, anche elevate.
Sul fronte delle deformazioni del suolo, invece, la rete di monitoraggio GNSS non evidenzia variazioni significative. Il trend dei segnali clinometrici delle stazioni sommitali, già segnalato nei precedenti comunicati, appare in leggero calo. La variazione massima attualmente registrata è di circa 8 microradianti presso la stazione Cratere del Piano (ECP).


