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Raneri: “ASM Taormina dalla “nebbia” al muro di silenzio”

TAORMINA – L’ex vicesindaco ed ex presidente di ASM Taormina, Andrea Raneri ha commentato le polemiche di questi giorni sui conti dell’Azienda Servizi Municipalizzati ed il relativo piano industriale.

“Il porto delle nebbie”, così Agostino Di Pietro definiva l’ASM di Taormina durante un Consiglio comunale. Oggi, quella definizione sembra quasi indulgente – scrive Raneri in una nota -. L’impressione è quella di una nebbia ancora più fitta, dove la trasparenza fatica a trovare spazio e le informazioni che dovrebbero appartenere ai cittadini sembrano rimanere confinate dietro un muro di cemento armato.

“Quando si amministra denaro pubblico, il silenzio non può diventare un metodo di gestione. La trasparenza non è una scelta discrezionale: è un dovere morale, politico e istituzionale. Anche il piano industriale, per come appare, lascia aperti interrogativi che meritano risposte. Se per garantire alcuni servizi si ricorre a un continuo incremento delle entrate, è legittimo chiedersi se ci si trovi davanti a una strategia realmente sostenibile o a un modello che finisce per trasferire il peso delle scelte sui cittadini. Un piano industriale dovrebbe indicare una visione, non alimentare dubbi”.

Il Consiglio di amministrazione dovrebbe ricordare che il proprio compito non è difendere decisioni a prescindere, ma dimostrarne la correttezza e l’efficacia. Ogni euro speso proviene dalle tasche dei cittadini e ogni decisione deve poter essere spiegata, documentata e sottoposta al giudizio dell’opinione pubblica”.

“Anche la minoranza consiliare è chiamata ad assumersi fino in fondo le proprie responsabilità. Chiedere gli atti, analizzare i documenti, verificare le scelte amministrative e riferire ai cittadini non è un gesto di contrapposizione politica, ma l’essenza stessa del mandato ricevuto dagli elettori. Il controllo è il primo presidio della democrazia”.

La ruota gira per tutti. Le stagioni politiche passano, gli incarichi finiscono, ma il dovere di rendere conto resta. Per questo i cittadini hanno il diritto di pretendere chiarezza, trasparenza e responsabilità. Non servono muri di silenzio: servono risposte”, conclude Raneri.

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