HomeLuxury & TrendsPaolo Barletta: "Così Arsenale è diventata protagonista mondiale dei treni di lusso"

Paolo Barletta: “Così Arsenale è diventata protagonista mondiale dei treni di lusso”

Paolo Barletta, CEO di Arsenale Group, è intervenuto a “La Ripartenza”, evento ideato e condotto da Nicola Porro a Maratea e nella tavola rotonda su “Capitali e privati” ha raccontato la storia ed il boom straordinario dell’azienda italiana leader nel settore dell’ospitalità di lusso e del lifestyle, che opera con successo nello sviluppo di hotel di prestigio e di viaggi ferroviari di alta gamma. Arsenale, in particolare, è protagonista nel mondo di progetti di turismo ferroviario di super-lusso, come il treno La Dolce Vita Orient Express, che è nato in Italia ed è diventato un simbolo di eccellenza del made in Italy, ed il progetto Dream of the Desert in Arabia Saudita. Barletta – che a Taormina ha la proprietà con la società Gruppo Barletta dell’Hotel Villa Diodoro – ha evidenziato i passaggi cruciali che hanno segnato la nascita, lo sviluppo ed il decollo delle attività di Arsenale.

“L’Italia è meravigliosa e ha una bellezza unica – ha detto Barletta – ma stare in un Paese come come l’Italia ti limita perché un’azienda come la nostra, soprattutto nel settore dei treni, se fosse stata una società americana avrebbe avuto investitori e investimenti che avrebbero potuto portare molto più capitale. Io sono stato fortunato perché ho avuto investitori come Luca Rovati e Nicola Bulgari, che – da famiglie private – hanno creduto in un progetto in cui il mercato non credeva, le banche non credevano, perché non riuscivano a leggere negli investimenti”.

Barletta ha ricostruito i momenti determinanti della sua grande sfida, una scommessa che ha prodotto una rivoluzione ferroviaria. E’ la storia di un imprenditore che ha declinato in modo straordinario la sua capacità di pensare in grande attraverso una visione completa realizzata a piccoli passi, senza mai desistere dalla volontà lucida e ferrea di riuscire a far diventare realtà il sogno finale.

“Nel 2020 c’erano 18 treni Orient Express come i nostri, modella crociera a livello mondiale, come le crociera nel 1970, quando c’erano 20 navi. Poi, dal 1990 al 2000, sono state costruite 80 navi e oggi ce ne sono 313. Quindi nl 2020 c’erano 18 treni nel mondo, oggi nel 2026 – dopo che Arsenale è entrato in questo settore – ce ne sono 30, di cui 10 controllati da Arsenale. Noi oggi, praticamente, controlliamo un terzo del mercato mondiale dei treni. Però è un dato così piccolo che il mercato non lo legge. Non lo leggono le banche italiane, che si chiedevano “ma cosa sono questi treni”, “ma come funzionano”, “ma funzioneranno mai”, “non abbiamo parametri”, “non abbiamo benchmark”. Non soltanto le banche italiane avevano queste perplessità ma anche tanti fondi ed investitori, che poi hanno dato fiducia ad Arsenale, sono entrati per il mattone, perché noi avevamo anche alberghi. Se Arsenale fosse stata una società basata soltanto sui treni, noi dall’Italia non saremmo mai riusciti a partire. Saremmo dovuti andare in altri Paesi che magari avrebbero scommesso su attività di venture capital. Questo è un limite ma poi con investitori lungimiranti come Bulgari e Rovati siamo riusciti a partire”.

“Quando nel 2019 ho avuto l’idea dell’Orient Express italiano e ne ho parlato con Nicola Bulgari, lui mi ha detto che il progetto gli piaceva ma che aveva il timore ad investire capitale su un progetto che era semplicemente un foglio bianco. Quindi l’aspetto degli immobili hanno aiutato Bulgari a crederci. Rovati è arrivato nella fase più difficile di Arsenale e lui ha fatto un salto di fede difficilissimo. Nel 2024 la situazione era la seguente: alcuni alberghi comprati, tutti in costruzione, i treni tutti quanti in costruzione. Tutti quanti dicevano che era un progetto fantastico se partirà ma che non sarebbe partito mai. Le banche, in quel momento, non finanziavano niente, gli investitori erano preoccupatissimi. Luca Rovati invece arrivò e disse: “Io investo”. Rovati firma e dopo una settimana LVMH compra il 50% di Orient Express. LVMH ha provato diverse volte ad interessarsi al mondo Arsenale ma loro partivano dalla convinzione che Arsenale non avrebbe mai messo sulle rotaie i treni, perché altri investitori in passato ci avevano provato ma non erano riusciti. Nel 2025 i primi due treni sono andati su rotaia, gli alberghi si sono aperti e il ciclo ha iniziato ad invertirsi e le cose sono andate in maniera diversa”.

“Arsenale – aggiunge Paolo Barletta – è nata grazie a due investitori che sono imprenditori investitori. Hanno dato fiducia ad Arsenale ed è partita. Oggi siamo diventati una piccola società sistemica, abbiamo fatto accordi e una grande partnership pubblico-privata con Ferrovie dello Stato. Abbiamo fatto accordi con Ferrovie in tutto il mondo, con Uzbekistan, Arabia Saudita, Emirati Arabi, Egitto, Vietnam, Cina. I nostri treni andranno nel mondo, ci sono basi, ci sono accordi. E’ un sistema complesso che molto spesso porta le ferrovie italiane nel mondo. Sicuramente io sono stato fortunato a trovare al mio fianco Rovati e Bulgari, l’Italia dovrebbe tornare a parlare di politiche industriali e dare la possibilità a società piccole, come lo era la nostra nel 2020, di avere le condizioni di partire. Altrimenti l’Italia si spegnerà. Gli imprenditori giovani ci sono ma gli investitori come quelli che ho trovato io, non sempre ci sono o non sempre si incontrano al momento giusto”.

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