Il modello di business del Gruppo Statuto si sta dimostrando sempre più solido e si caratterizza per una strategia fondata sulla selezione molto attenta di immobili considerati “insostituibili”, destinati a essere valorizzati attraverso partnership con i più prestigiosi brand dell’hôtellerie mondiale. A delineare questo approccio è un’analisi della testata specializzata Investimenti Alberghieri, che descrive il gruppo immobiliare guidato da Giuseppe Statuto come uno dei principali interpreti italiani del segmento luxury hospitality, capace di costruire valore patrimoniale attraverso asset iconici e marchi globali.
Secondo il report, il principio guida è quello di concentrare gli investimenti esclusivamente su immobili irripetibili, situati nelle destinazioni più ambite del turismo internazionale. Non si tratta semplicemente di possedere alberghi di lusso, ma di controllare quelli che nel settore vengono definiti trophy asset: edifici storici e iconici, caratterizzati da una scarsità strutturale che li rende difficilmente replicabili sul mercato. A questa esclusività immobiliare viene poi affiancata la forza commerciale e internazionale di marchi come Four Seasons, Mandarin Oriental, Rosewood, Six Senses e W Hotels, capaci di amplificare il valore dell’investimento grazie alla loro reputazione globale e ai programmi di fidelizzazione della clientela di fascia alta.
La logica va oltre la semplice gestione alberghiera. Il Gruppo Statuto punta infatti a creare un portafoglio di immobili destinato a conservare e accrescere il proprio valore nel tempo, anche nelle fasi di volatilità dei mercati finanziari. Asset unici, localizzati nei centri storici delle grandi città o nelle destinazioni più esclusive del turismo internazionale, rappresentano infatti beni caratterizzati da una disponibilità estremamente limitata. È proprio questa scarsità, unita alla presenza di operatori alberghieri leader a livello mondiale, ad attirare l’interesse di investitori istituzionali, fondi di private equity e grandi patrimoni privati alla ricerca di investimenti difensivi e con prospettive di crescita nel lungo periodo.
Tra gli asset più rappresentativi del gruppo figurano il Four Seasons Hotel Milano, il Mandarin Oriental Milano, il San Domenico Palace di Taormina gestito da Four Seasons, il Danieli di Venezia destinato al rebranding Four Seasons, oltre ai progetti Rosewood e Six Senses a Milano e all’acquisizione del Mandarin Oriental di Parigi. Si tratta di strutture che, secondo gli analisti, condividono un elemento comune: non competono sul prezzo, ma sulla rarità dell’immobile, sul prestigio della destinazione e sulla forza del marchio internazionale che le gestisce.
“Il portafoglio collegato al gruppo – rimarca Investimenti Alberghieri – include o ha incluso alcuni dei nomi più rilevanti dell’hôtellerie italiana e internazionale: Four Seasons Hotel Milano; Mandarin Oriental Milano; Hotel Danieli Venezia; San Domenico Palace Taormina, A Four Seasons Hotel; Six Senses Rome; W Milan; Rosewood Milan; Six Senses Milan; Six Senses Lake Como; Mandarin Oriental Paris; Caesar Augustus Anacapri; altri asset e progetti luxury in destinazioni italiane e internazionali. Questi nomi non sono semplicemente hotel. Sono segnali di una strategia. Gruppo Statuto sembra lavorare su una tesi molto chiara: controllare immobili straordinari in destinazioni ad altissima domanda e affidarli a brand internazionali capaci di trasformarli in prodotti globali“.
Il capolavoro di Giuseppe Statuto – come evidenziato da TN24 – è stato l’acquisto dell’Hotel San Domenico Palace di Taormina, nel 2016, ristrutturato e ammodernato e poi affidato alla gestione a cura del colosso mondiale dell’ospitalità di lusso Four Seasons. Una scelta vincente che ha riportato il San Domenico al vertice dell’hotellerie mondiale e che ha avuto un ulteriore traino eccezionale quando nel 2022 è stata girata qui la seconda stagione della serie tv americana “The White Lotus”. Le immagini di quella serie, unitamente ai servizi di elevato livello garantiti da un top player dell’hospitality come Four Seasons – sono diventate un ulteriore volano per attrarre la clientela internazionale. L’anno successivo, a Las Vegas, il San Domenico ha vinto il prestigioso premio internazionale “Best Hotel 2023”, assegnato durante i Luminaries, Legends and Leaders Awards della Virtuoso Travel Week, il network globale più importante per i viaggi di lusso. Il premio (considerato una sorta di “Oscar dell’hotellerie”) ha celebrato il successo globale dell’albergo di proprietà del Gruppo Statuto, che oggi è di nuovo uno degli hotel più desiderati e ricercati nel mondo ma che – soprattutto – è diventato l’esempio perfetto di come si crea un grande valore con un progetto di altissimo livello.
La strategia del Gruppo Statuto rappresenta quindi un’evoluzione del tradizionale investimento immobiliare italiano verso una dimensione sempre più internazionale. L’obiettivo non è soltanto sviluppare alberghi di lusso, ma costruire un patrimonio composto da immobili iconici in grado di mantenere elevata liquidità, attrarre capitali globali e offrire una protezione naturale contro le oscillazioni del mercato. Un modello che, secondo Investimenti Alberghieri, dimostra come il valore dell’hospitality contemporanea nasca dall’integrazione tra proprietà di asset irripetibili, grandi operatori internazionali e una visione patrimoniale di lungo periodo, nella quale il bene immobiliare diventa esso stesso un investimento strategico oltre che una destinazione di eccellenza.


