TAORMINA – Progetto Ricostruzione Taormina interviene con una nota sulla problematica della Tari concernente gli affitti brevi.
“Nel 2025 – afferma PRT – l’Amministrazione comunale di Taormina aveva ricondotto le locazioni turistiche non imprenditoriali tra le utenze non domestiche modificando le tabelle del Piano economico finanziario, senza avere prima adeguato il Regolamento TARI. PRT ha contestato fin dall’inizio come illegittimo il procedimento seguito: una modifica sostanziale della classificazione tributaria non poteva essere introdotta attraverso un allegato tecnico-contabile, senza un’espressa previsione regolamentare e senza un voto consapevole del Consiglio comunale. Dopo mesi di interrogazioni, mozioni e iniziative consiliari promosse da PRT, nel luglio 2026 l’Amministrazione ha finalmente modificato il Regolamento, introducendo la categoria specifica N8.2 e una tariffa inferiore di circa il 40-50% rispetto a quella non domestica applicata nel 2025”.
“PRT rivendica di avere contribuito concretamente a far rivedere quella scelta. Ma la tariffa del 2025, introdotta senza una preventiva base regolamentare, non può essere utilizzata per presentare la nuova disciplina come uno sconto. Confrontando la TARI che verrà applicata agli immobili classificati nella nuova categoria N8.2 con quella che gli stessi immobili pagherebbero se fossero invece classificati come normali utenze domestiche, emerge un aumento molto rilevante del tributo. Per un immobile di 80 m² il rincaro varia dal 25% al 106% (a seconda che il nucleo familiare di riferimento sia composto da 4 o da 1 persona); per un immobile di 100 m² varia dal 41% al 128%; per un immobile di 120 m² varia dal 55% al 145%. Le simulazioni riguardano la tariffa TARI di base, prima del tributo provinciale e di eventuali riduzioni o agevolazioni. Hanno votato contro il provvedimento il consigliere comunale Luca Manuli di PRT e gli altri consiglieri di opposizione presenti in aula: Andrea Carpita e Marcello Passalacqua”.
“Le nostre iniziative hanno contribuito a far abbandonare la tariffa molto più onerosa applicata nel 2025 senza una preventiva modifica del Regolamento. Ma non accettiamo che oggi quella tariffa venga utilizzata per parlare di uno sconto. Il confronto corretto è con quanto i cittadini pagavano come utenze domestiche ed è, rispetto a quella tariffa, che emergono aumenti anche superiori al 50%”, afferma il consigliere comunale Luca Manuli.
“Il principio sostenuto da PRT è semplice: la TARI non tassa il reddito prodotto dalla locazione, ma correttamente deve essere collegata alla quantità e alla potenzialità di produzione dei rifiuti. Prima di classificare automaticamente una civile abitazione come utenza non domestica, il Comune avrebbe dovuto valutare I potenziali tempi effettivi di utilizzo, il numero medio degli ospiti, la stagionalità e la produzione annuale rispetto a quella di una famiglia residente. Il PEF spiega come calcolare la nuova tariffa dopo avere già inserito le locazioni brevi tra le utenze non domestiche, ma non contiene uno studio specifico che dimostri perché una casa utilizzata a fini turistici debba produrre più rifiuti di una normale abitazione. A questa carenza si aggiunge una modifica regolamentare incompleta. Restano dubbi sul trattamento delle pertinenze, sul caso di chi affitta soltanto una stanza, sulle riduzioni applicabili e sugli obblighi dichiarativi. Anche la modulistica è carente e continua a richiedere elementi tipici delle imprese, come partita IVA e codice ATECO, non necessariamente compatibili con le locazioni non imprenditoriali. Una disciplina poco chiara espone i cittadini a errori formali in buona fede, ad accertamenti incoerenti che daranno luogo a contenziosi, oltre a interessi e sanzioni. Per questo PRT chiede che il Comune pubblichi un vademecum ufficiale, con modulistica aggiornata ed esempi concreti, che chiarisca chi deve presentare la dichiarazione, come trattare pertinenze e immobili utilizzati solo in parte, quali riduzioni siano applicabili e da quando decorra il nuovo regime”.
“Il problema riguarda una platea potenzialmente molto ampia. Il PEF considera soltanto 46 utenze N8.2, mentre nel portale dell’imposta di soggiorno risultano già oltre 800 posizioni complessive. Non tutte sono necessariamente locazioni non imprenditoriali, ma la distanza tra i due dati conferma che manca ancora una ricostruzione trasparente delle utenze da riclassificare”.
“Non si può chiedere ai cittadini di interpretare da soli un Regolamento tributario incompleto e poi considerarli evasori quando sbagliano (in buona fede). L’Amministrazione deve spiegare con chiarezza cosa cambia, aggiornare la modulistica e garantire regole uniformi per tutti”, prosegue Manuli. PRT riconosce il risultato ottenuto: la tariffa molto più elevata applicata nel 2025 è stata rivista. Tuttavia, la nuova disciplina continua a prevedere aumenti significativi rispetto alla tariffa domestica, senza che sia stata resa nota un’istruttoria tecnica capace di dimostrare una maggiore produzione media di rifiuti. Prima si dimostra la diversa produzione di rifiuti; poi, eventualmente, si applica una tariffa diversa. Non il contrario”, conclude PRT.


