LVMH consolida sempre di più il suo ruolo dominante anche in Italia, dove ha ormai eletto Taormina tra le sue città di riferimento, considerandola, a suon di investimenti strategici, fulcro dell’ospitalità di lusso internazionale.
Il gruppo fondato e presieduto da Bernard Arnault ha investito nella Perla dello Ionio, a partire dal 2019, attraverso marchi prestigiosi come Belmond, che oggi gestisce iconiche realtà alberghiere a cinque stelle come il Grand Hotel Timeo e l’Hotel Villa Sant’Andrea, e poi sono arrivate le boutique esclusive in Corso Umberto, con i brand Louis Vuitton, Dior e Loro Piana, senza dimenticare un’altra presenza di prestigio come Le Bar Louis Vuitton. Tutte realtà che si sono integrate nel tessuto economico del territorio e che fanno registrare risultati importanti.
Il binomio tra il colosso francese e l’eccellenza italiana è sempre più forte ed il legame tra LVMH e la Sicilia, con la città che più di ogni altra è un simbolo dell’isola agli occhi del mondo, è destinato a rafforzarsi ulteriormente, posizionando la Perla dello Ionio come punto di riferimento assoluto nel Sud Italia per l’azienda e hub privilegiato per attrarre una clientela internazionale ad alto potenziale di spesa.
Lvmh ha già investito e investirà ancora in terra italiana. La conferma dei piani della maison francese è arrivata da Antoine Arnault, 49 anni, il secondo dei cinque figli dell’imprenditore francese, che in una intervista al Corriere della Sera ha evidenziato come la multinazionale del lusso consideri il Bel Paese fondamentale nelle proprie dinamiche.
“L’Italia è il nostro secondo Paese chiave dopo la Francia, il nostro secondo cuore. Condividiamo le capacità e la visione sulla manifattura e sui marchi del lusso. Sull’Italia — dove abbiamo 18 mila dipendenti — negli ultimi tempi abbiamo investito tra i 300 e i 500 milioni all’anno. Abbiamo fatto un passo avanti nell’Unione europea dell’industria, se includiamo anche la nostra presenza in altri grandi Paesi del Continente”, ha detto Arnault jr al Corriere della Sera.
E quando gli è stato chiesto se verranno dismessi altri marchi dopo Marc Jacobs e Off-White, la risposta è stata altrettanto chiara: “Riteniamo di poter anche individuare nuovi partner a cui affidare la gestione di Maison che non rientrano nel cuore delle nostre attività. È quanto è avvenuto per quei marchi. Tutte le nostre Maison sono oggi ben posizionate per continuare a crescere nel lungo periodo. Dior e Louis Vuitton sono straordinarie e di grandissimo successo”.
“La nostra idea è di lavorare con i più bei marchi al mondo con i migliori stilisti e artigiani. Poi unire le forze significa avere vantaggi sul fronte della gestione finanziaria, delle risorse umane, dei negozi”, ha rimarcato Arnault Jr.
Lvmh investirà ancora in terra italiana. La conferma dei piani della maison francese è arrivata da Antoine Arnault, 49 anni, il secondo dei cinque figli dell’imprenditore francese (già presidente de Loro Piana, ora diretta dal fratello Frédéric), che in una intervista al Corriere della Sera ha evidenziato come la multinazionale del lusso consideri il Bel Paese fondamentale nelle proprie dinamiche.
“L’Italia è il nostro secondo Paese chiave dopo la Francia, il nostro secondo cuore. Condividiamo le capacità e la visione sulla manifattura e sui marchi del lusso. Sull’Italia — dove abbiamo 18 mila dipendenti — negli ultimi tempi abbiamo investito tra i 300 e i 500 milioni all’anno. Abbiamo fatto un passo avanti nell’Unione europea dell’industria, se includiamo anche la nostra presenza in altri grandi Paesi del Continente”, ha detto Arnault jr al Corriere della Sera.
E quando gli è stato chiesto se verranno dismessi altri marchi dopo Marc Jacobs e Off-White, la risposta è stata altrettanto chiara: “Riteniamo di poter anche individuare nuovi partner a cui affidare la gestione di Maison che non rientrano nel cuore delle nostre attività. È quanto è avvenuto per quei marchi. Tutte le nostre Maison sono oggi ben posizionate per continuare a crescere nel lungo periodo. Dior e Louis Vuitton sono straordinarie e di grandissimo successo”.
“La nostra idea è di lavorare con i più bei marchi al mondo con i migliori stilisti e artigiani. Poi unire le forze significa avere vantaggi sul fronte della gestione finanziaria, delle risorse umane, dei negozi”.


