Nuovi fermenti all’orizzzonte sul futuro di Hakan Calhanoglu. Secondo i media turchi, il regista nerazzurro avrebbe raggiunto un accordo di massima di tre anni, con opzione per un quarto, con Hakan Safi, uno dei candidati alla presidenza del Fenerbahce, pronto a fare del numero venti interista il colpo di fulmine della sua campagna elettorale. Da viale della Liberazione la dirigenza dell’Inter ha subito alzato un muro di smentite, bollando la voce come priva di fondamento, ma la sensazione che circola tra gli addetti ai lavori è che questa volta la permanenza a Milano del metodista turco sia tutt’altro che scontata.
Rispetto alle scorse sessioni di mercato, quando Calhanoglu aveva giurato amore eterno ai colori nerazzurri rifiutando le ricche sirene dell’Arabia Saudita e del Bayern Monaco, lo scenario attuale appare decisamente più fluido. A trentadue anni, con un contratto pesante in scadenza nel 2027 e l’Inter sempre molto attenta al bilancio e all’età media della rosa, un’offerta economica monstre proveniente dalla sua terra d’origine potrebbe far vacillare sia il calciatore che la stessa società milanese.
Per Calhanoglu si tratterebbe del grande ritorno in patria per chiudere la carriera da re assoluto, mentre per l’Inter rappresenterebbe l’ultima vera opportunità di monetizzare al massimo la cessione di un top player non più giovanissimo, realizzando una corposa plusvalenza.
Cristian Chivu osserva la situazione con inevitabile apprensione, consapevole di quanto l’ex milanista sia il vero e proprio motore geometrico della sua squadra, ma la dirigenza interista ha già dimostrato in passato di saper sacrificare i propri pezzi pregiati davanti a cifre irrinunciabili, avendo peraltro già in casa valide alternative tattiche da far crescere. Le prossime settimane, legate a doppio filo anche agli sviluppi delle elezioni societarie del club di Istanbul, chiariranno se si tratta solo di una suggestione estiva o se stavolta le strade dell’Inter e del suo faro turco siano davvero destinate a separarsi.


