“Non so dire che cosa accadrà. Come ho detto tante volte, noi sappiamo che da tempo gli Stati Uniti discutono di un loro disimpegno dall’Europa. È la ragione per la quale penso che noi dobbiamo rafforzare la nostra sicurezza e dobbiamo crescer nella nostra capacità di dare risposte da questo punto di vista. Dopodiché, chiaramente, è una scelta che non dipende da me e che personalmente non condividerei”. Così il premier Giorgia Meloni, nel corso di un punto stampa a margine del Vertice della Comunità Politica Europea, a Yerevan in Armenia, rispondendo a chi le chiede se sia preoccupata per la minaccia del presidente Usa Donald Trump su un disimpegno dal sostegno militare all’Italia.
“Ma una cosa ci tengo a dirla: l’Italia ha sempre mantenuto i suoi impegni. L’Italia ha mantenuto tutti gli impegni che ha sottoscritto, lo ha sempre fatto – ha aggiunto –. Lo abbiamo fatto particolarmente in ambito NATO, anche quando non erano in gioco i nostri interessi diretti. Lo abbiamo fatto in Afghanistan, in Iraq. E quindi alcune cose che sono state dette nei nostri confronti non le considero corrette, anche perché a livello di Patto Atlantico nessuno si è presentato in una sede formale a chiedere un sostegno degli alleati sulle scelte che stava facendo”.
COLLOQUIO MELONI-CARNEY. Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha avuto un colloquio con il primo ministro del Canada, Mark Carney, a margine del vertice della Comunità Politica Europea di Yerevan in Armenia. L’incontro ha permesso di verificare lo stato di attuazione del piano d’azione per la cooperazione rafforzata Italia-Canada, con particolare attenzione ai settori dell’innovazione tecnologica, della sicurezza e della difesa. Nel corso del colloquio, è stata ribadita la piena sintonia sulle priorità in ambito G7, a partire dalla resilienza delle catene di approvvigionamento dei minerali critici e dal contrasto al traffico di migranti su cui i due leader hanno concordato di restare in stretto contatto in vista del Vertice di Evian. Meloni e Carney hanno, infine, approfondito i principali dossier dell’agenda internazionale, riaffermando il comune impegno per una pace giusta in Ucraina e condividendo l’urgenza di una soluzione per la necessaria stabilità del Golfo e la tutela della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.
L’energia “è sicuramente centrale nel dibattito che stiamo portando avanti in queste settimane a livello soprattutto di Consiglio Europeo. Ma credo che anche iniziative come questa, che allargano il concetto d’Europa e i confini propri dell’Unione Europea, siano utili”, ha detto Meloni. “Ho avuto un bilaterale con il primo ministro Carney – ha aggiunto –. Con il Canada, sia in termini di energia, ma ancora di più in termini di materie prime critiche – che è un altro elemento essenziale della sovranità e dell’autonomia strategica – abbiamo discusso molto e stiamo facendo importanti passi avanti. Sicuramente bisogna costruire una strategia nuova, ma questo si fa soprattutto parlandosi, e allargando la propria cooperazione al proprio spazio geografico, ai paesi, si dice like-minded, cioè ai tanti amici che continuiamo ad avere”. “Chiaramente l’Italia cerca di fare la sua parte, sto per recarmi in Azerbaigian, dove c’è un altro partner strategico per quello che ci riguarda nell’approvvigionamento tanto di gas quanto di petrolio, dopo il viaggio in Algeria e quello nel Golfo – ha sottolineato Meloni -. Chiaramente anche questo fa parte di una diplomazia dell’energia che serve a difendere i nostri interessi, ma non a farlo semplicemente sul piano episodico, ma strutturale e di lungo termine. Cerchiamo di fare la nostra parte”.


