L’inchiesta condotta dal pubblico ministero milanese Maurizio Ascione sta scuotendo dalle fondamenta il mondo del calcio italiano, portando alla luce un fitto intreccio di sospetti che gravitano attorno alla gestione arbitrale degli ultimi anni. Il fulcro delle indagini è il designatore Gianluca Rocchi, recentemente destinatario di un avviso di garanzia per l’ipotesi di reato di concorso in frode sportiva, una contestazione che lo ha spinto alla decisione di autosospendersi dall’incarico per potersi difendere meglio e non turbare il finale di stagione.
Il lavoro degli inquirenti, che va avanti silenziosamente da oltre un anno, si è intensificato drasticamente negli ultimi mesi con una serie di interrogatori fiume che hanno coinvolto una vasta platea di addetti ai lavori. Si parla di oltre trenta persone ascoltate in Procura tra arbitri di campo, assistenti, varisti e avaristi, chiamati a riferire su dinamiche interne che potrebbero aver condizionato il regolare svolgimento delle competizioni. L’obiettivo di Ascione è capire se esistesse un vero e proprio “sistema” volto a pilotare le designazioni verso profili ritenuti più “graditi” o se vi fossero pressioni indebite per influenzare le decisioni durante le revisioni al monitor.
Le attenzioni della magistratura si sono concentrate in particolare su alcuni episodi specifici del campionato 2024/2025 e della stagione precedente. Sotto la lente d’ingrandimento ci sono sospette anomalie nel protocollo VAR e la gestione di partite chiave, dove il comportamento di alcuni direttori di gara avrebbe sollevato dubbi sulla loro reale indipendenza. Oltre a Rocchi, l’inchiesta coinvolge anche il supervisore VAR Andrea Gervasoni, pure lui finito nel registro degli indagati.
Mentre il mondo sportivo attende con ansia l’interrogatorio decisivo di Rocchi, fissato per il prossimo 30 aprile, l’Associazione Italiana Arbitri e la FIGC osservano con preoccupazione gli sviluppi di una vicenda che minaccia di portare a un commissariamento dei vertici arbitrali. Le testimonianze raccolte finora descrivono un clima di forte tensione interna, alimentato da intercettazioni ambientali e segnalazioni di ex tesserati che avrebbero denunciato presunte irregolarità nelle gerarchie e nei criteri di scelta dei fischietti per i match più delicati.


