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Taormina, ora cambia tutto: le agenzie chiedono più allotment: la crisi nel Golfo comincia a spostare i flussi

TAORMINA – Dalla preoccupazione dei giorni scorsi ad un segnale importante che ora può ribaltare completamente tutto. Mentre la crisi in Medio Oriente svuota le richieste turistiche nelle località turistiche del Golfo, ora le prenotazioni corrono di nuovo veloci in Europa e Taormina vede all’orizzonte un’altra stagione “importante”, “sugli stessi livelli alti delle due precedenti”, come ha evidenziato nelle scorse ore a TN24 il presidente dell’Associazione Albergatori Taormina, Gerardo Schuler.

Ma si va oltre la semplice ripresa e ripartenza a pieno ritmo delle prenotazioni. L’Europa diventa sempre più centrale nelle richieste di tanti turisti che cercano di riposizionare il loro viaggio in una meta più sicura, lontani dal conflitto nel Golfo, e guardano proprio al Vecchio Continente.

Il presidente dell’Associazione Albergatori Taormina ha anticipato a TN24 un fenomeno significativo che si sta verificando in questi ultimi giorni e rafforza la destinazione Taormina: “Addirittura possiamo evidenziare che le agenzie di viaggio chiedono di aumentare l’allotment, vogliono cioè un numero maggiore di camere per i gruppi turistici”, ha dichiarato Schuler.

L’allotment, ricordiamo, è un accordo commerciale nel settore turistico in base al quale, in sostanza, una struttura ricettiva riserva un contingente di camere ad un tour operator o ad agenzie di viaggio per un periodo specifico. Queste camere sono bloccate a prezzi agevolati, con la possibilità di invenduto (release) o, nel “vuoto per pieno”, con acquisto garantito.

Così il turismo – al netto, evidentemente, della prudenza legata a dinamiche contingenti che possono continuare a variare da un momento all’altro – ridisegna la sua geopolitica e il conflitto in Medio Oriente inizia a diventare il detonatore di un incremento di richieste dei viaggiatori per le destinazioni europee. E Taormina in questo quadro è una delle mete privilegiate della vacanza in Italia, punto di riferimento per chi sceglie il Sud e vuole andare in Sicilia.

Come si dice in certi casi “calma e gesso” e la speranza di tutti è che il conflitto in Medio Oriente si possa comunque chiudere in fretta. Ma gli addetti ai lavori hanno pochi dubbi rispetto alla convinzione che l’instabilità nell’area del Golfo, anche dopo l’eventuale ed auspicabile fine della guerra, è destinata a proseguire e il turismo continuerà da quelle parti a subire un contraccolpo anche per i prossimi mesi.

Dubai si svuota, l’Europa è pronta a prendersi una fetta rilevante di quel “popolo” che da ogni parte del mondo sceglieva il lusso nel deserto. Da quelle parti state cancellate circa 100 mila prenotazioni di affitti solo nei primi 10 giorni di marzo. Prima dello scoppio del conflitto, il World Travel & Tourism Council aveva stimato che quest’anno i visitatori internazionali avrebbero speso circa 207 miliardi di dollari in Medio Oriente. Ora da quelle parti è in atto uno “tsunami” economico di proporzioni ancora difficili da stimare con esattezza.

I Paesi del Golfo stanno passando dall’estasi allo sprofondo: il Qatar fa registrare l’88% di criticità rilevato dalle agenzie di viaggio. Gli Emirati Arabi Uniti fanno peggio e registrano il 92% di criticità, un numero che non riguarda solo la destinazione in sé, ma l’intero sistema di smistamento del traffico aereo verso il lungo raggio. Per quanto concerne poi le destinazioni di lungo raggio – Cina, Thailandia, Maldive, India, Australia e alte ancora – si registra un 38% di cancellazioni e un 45% di pratiche in “stand-by”.    

A tutto questo si aggiunge, come rilevato da Fiavet, una grave situazione per quanto riguarda i rimborsi per le agenzie di viaggio italiane, che per forza di cose lavorano per risalire la china e recuperare almeno una parte di questo disastro. Ma soprattutto preparano la grande fuga dal Medio Oriente per la stagione 2026. Ed ecco che la “terra promessa” dei prossimi mesi del viaggio può diventare l’Europa.

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