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Garlasco, il giudice che assolse Stasi: “Non si può mettere in galera un innocente”

Il giudice Stefano Vitelli, magistrato che assolse Alberto Stasi in primo grado nel delitto di Garlasco, è intervenuto a “Lo stato delle cose”, programma di Rai3, condotto da Massimo Giletti.

“L’ho assolto perché molte erano le criticità e gli approfondimenti che abbiamo fatto le ha evidenziate anziché risolverle. E’ rimasto a lavorare alla sua tesi. A casa sua, nessuno lo ha visto uscire ma comunque lui, è stato provato, è stato lì dalle 9.35 alle 12.20. Rimaneva una finestra temporale, la più verosimile ma improbabile, di soli 23 minuti, che sono piuttosto pochi. Manca il movente, qui non c’è. Tra Alberto e Chiara non è emerso il movente, non è emersa prova di un litigio né la sera prima né la mattina del 13 agosto, cioè quella dell’omicidio. Tra l’altro di mattina ci sarebbe stato anche poco tempo per litigare. La bicicletta vista da una testimone è diversa da quella di Stasi.

“Abbiamo una serie di elementi che non portano oltre ogni ragionevole dubbio che fosse stato davvero Alberto Stasi a uccidere Chiara Poggi. E quando ti trovi di fronte ad una obiettiva incertezza, hai il dovere, prima ancora che giuridico, morale, di assolvere per non mettere in galera un innocente”, prosegue Vitelli.

Il giudice Vitelli, tra le sue dichiarazioni, ha escluso anche un possibile movente legato alla presenza di file di immagini per adulti trovate nel pc di Alberto Stasi. “Non abbiamo la prova di un movente legato alla visione né di immagini di pornografia adulti né di immagini o video pedo-pornografici”, ha detto Vitelli, ritenendo l’insussistenza di questo possibile movente.

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