Nel caso Garlasco arrivano nuove conferme sulla possibile svolta nell’individuazione della dinamica omicidiaria ai danni di Chiara Poggi. Dopo la posizione espressa il 17 novembre scorso a “Lo stato delle cose”, su Rai3, dal prof. Fineschi, si registra un’ulteriore conferma sullo scenario che vedrebbe presenti il 13 agosto 2007 in casa Poggi più soggetti e non soltanto un unico assassino.
Il prof. Fineschi aveva parlato, nel programma condotto da Massimo Giletti – “Lo stato delle cose” – di ferite inferte alla vittima con tre differenti mezzi: “battenti, taglienti e penetrativi”.
Adesso anche il professor Giuseppe Fortuni, medico legale, intervistato da Federica Panicucci nel programma Mattino Cinque nella puntata odierna del 19 novembre, sembra condividere l’ipotesi che, nell’omicidio di Garlasco, siano intervenuti più soggetti con più armi del delitto.
“Si è tentato di ricostruire partendo dalla certezza iniziale che vi fosse un unico soggetto che avrebbe aggredito e ucciso e mettendo quindi in mano a questo soggetto uno strumento che aveva caratteristiche che dovevano essere diverse, da contundente con una punta e una lama fendente, ma non è detto che sia stato un unico soggetto ad aggredire. E’ molto più probabile che ci siano stati diversi mezzi agiti da diverse persone. C’è sicuramente una lesione da contundente a superficie ristretta, ma ci sono anche lesioni con caratteristiche diverse che sono tipiche di un’arma da taglio, le cosiddette “codette” che sono dei prolungamenti di una ferita che indicano l’entrata e uscita di una lama che scorre. E poi c’è una lesione da punta minuta, possibile che fosse un cacciavite. Come è possibile che sia stata impiegata una mazza per produrre la ferita in regione occipitale, quella mortale. Ed è quasi certo che un mezzo tagliente abbia agito all’altezza del sopracciglio sinistro. Quindi più mezzi farli confluire in un unico mezzo viene suggestiva tale idea di uno strumento da camino. Se escludiamo che sia un unico soggetto ad agire e ipotizziamo, come fa la Procura, essendoci un indagato per concorso in omicidio, significa che concorrono più persone”, ha detto Fortuni.
“Quando una persona aggredisce utilizza in modo reiterato lo stesso mezzo nello stesso modo”, rileva infine Fortuni.
Si fa concreta, quindi, l’eventualità che in casa Poggi possano avere agito più soggetti, con un delitto che farebbe presupporre un vero e proprio agguato alla povera ragazza.


