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Garlasco choc, agguato con 3 armi: il killer di Chiara aveva due complici

L’analisi dei colpi inflitti a Chiara Poggi fatta dal professor Vittorio Fineschi nella puntata del 17 novembre del programma “Lo stato delle cose”, su Rai3, potrebbe ridisegnare la scena del crimine per il delitto di Garlasco.

Vittorio Fineschi, Ordinario di Medicina Legale presso l’Università “La Sapienza” di Roma, si è detto convinto che Chiara Poggi sarebbe stata colpita da più mezzi lesivi. Per esattezza si tratterebbe, stando alle valutazioni fatte dall’esperto, di mezzi di tre tipologie: battenti, taglienti e penetrativi. Ciò significa che il killer di Chiara potrebbe essere stato aiutato nella dinamica omicidiaria da altre due persone presenti al momento del delitto.

“Sicuramente sono stati impiegati per il delitto più mezzi lesivi, potrebbe anche essere che ci fossero più persone. Non si può escludere E’ difficile immaginare che uno possa utilizzare un battente, un tagliente, e un mezzo penetrante. Quante mani ha una persona?”, ha spiegato il prof. Fineschi. “Mi sono fatto l’idea che non ci sia stato un unico mezzo e quindi nemmeno un’unica persona”, ha ribadito l’esperto.

La Bpa al momento ancora secretata, stando ad alcune indiscrezioni, presupporrebbe l’azione da parte di una sola persona ma se fosse vero quanto sostiene il prof. Fineschi, invece, si sarebbe trattato di un vero e proprio agguato di gruppo alla ragazza.

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