Possibile svolta nel mistero infinito di Emanuela Orlandi, la cittadina vaticana scomparsa il 22 giugno 1983 e da allora mai più ritrovata. Il corpo della ragazza potrebbe essere stato sepolto nei cunicoli sotto la Casa del Jazz al tragico culmine di un sequestro che sarebbe stato eseguito dalla Banda della Magliana.
Sono in corso proprio in queste ore delle attività di scavo nell’area che fu interessata a suo tempo da una confisca alla criminalità organizzata, in un bene che venne poi restituito alla Città di Roma. Si tratta di scavi avviati sulla base di una richiesta di verifica partita dall’ex giudice Guglielmo Muntoni: si ricerca in particolare il corpo del magistrato Paolo Adinolfi, anche lui scomparso in circostanze inquietanti il 2 luglio del 1994, quindi undici anni dopo la sparizione di Emanuela Orlandi. I due casi sono scollegati tra loro e non sembra esistere alcun nesso, tuttavia ora sembra invece che possa esserci un filo rosso che legherebbe questi misteri.
Due misteri tra cui non c’è una relazione apparente, almeno fino ad oggi. “Tempo fa un magistrato mi disse che secondo alcune sue ricerche il corpo di mia sorella si sarebbe potuto trovare lì – ha dichiarato ieri il fratello dell’allora quindicenne scomparsa, Pietro Orlandi, all’agenzia LaPresse –. Ne era abbastanza convinto. Quando ho letto la notizia del ritrovamento ci ho ripensato subito”.
Come riportato da “Il Giornale” Muntoni ha dichiarato: “Questa attività non è solo sul giudice Adinolfi. L’obiettivo è capire cosa si possa nascondere nell’antica e storica galleria che è sotto la Casa Jazz che trovammo trent’anni fa interrata. L’idea è che sia stata interrata per nascondere qualcosa ma c’è anche una botola di acceso che permetteva un recupero. Potremmo trovare dei corpi e uno dei corpi ipotizzati è quello del giudice Paolo Adinolfi: è una cosa che chiedo da 29 anni”.


