Nell’ambito dei nuovo accertamenti sul delitto di Garlasco è emerso il Dna di Alberto Stasi su una cannuccia dell’Estathé, rinvenuta nel sacchetto della spazzatura di casa Poggi e dunque tra i rifiuti che i Ris di Parma trovarono nella villetta dopo il delitto del 13 agosto 2007.
E’ un elemento scientifico che aggrava la posizione di Stasi, il fidanzato di Chiara Poggi, già riconosciuto colpevole dell’assassinio della ragazza? Non la pensa così la difesa di Alberto Stasi, che ritiene invece possa trattarsi dell’opposto.
“Si parla della colazione del mattino. Secondo qualche ricostruzione, Stasi avrebbe bevuto l’Estathé di mattina con Chiara. Aggiungiamoci quindi anche la colazione di Stasi, prima o dopo aver commesso quel massacro, nei 23 minuti del delitto”, ha dichiarato a Mattino Cinque l’avv. Antonio De Rensis, legale di Stasi.
Secondo la difesa di Stasi, quindi, il Dna sulla cannuccia dell’Estathé, se inquadrata in una colazione a casa Poggi da parte del condannato, collocherebbe tale azione nei 23 minuti – tra le 9.12 e le 9.35 del 13 agosto 2007 – nei quali Stasi non ha un alibi e nei quali – secondo la sentenza di condanna – sarebbe stato commesso il delitto di Chiara Poggi e sarebbe poi avvenuto il ritorno nella propria abitazione sempre da parte del fidanzato. Di conseguenza si restringerebbe ulteriormente l’arco temporale dei 23 minuti di tempo a disposizione di Stasi per andare a casa di Chiara, ucciderla e rientrare poi nel suo appartamento.


