Il legale di Alberto Stasi, Antonio De Rensis, è intervenuto a Mattino Cinque sugli sviluppi del caso Garlasco. De Rensis, nel corso del programma condotto da Federica Panicucci, si è soffermato sulle novità delle impronte rilevate sulla porta d’ingresso e quella interna del garage, con l’assenza nello specifico di impronte di Andrea Sempio sulla scena del crimine.
Rimane l’impronta 33 che l’accusa attribuisce a Sempio ma, nel frattempo, sono state isolate impronte sul sacchetto dei cereali e sul vasetto di Fruttolo, appartenenti alla vittima. E sempre il nuovo incidente probatorio ha rilevato tracce biologiche di Stasi sulla cannuccia dell’EstaThé.
Inoltre, secondo un’indiscrezione riportata da La Presse, la genetista Denise Albani avrebbe stabilito che il Dna rinvenuto sotto le unghie di Chiara Poggi sarebbe misto e non consolidato: ciò potrebbe rappresentare una svolta per Andrea Sempio, nella direzione di un’estraneità ai fatti da parte dell’indagato al delitto di Garlasco.
Tuttavia, Antonio De Rensis aggiunge: “Per noi questa è un’ottima notizia” e si dice convinto che qualcuno voglia “creare confusione”. “Ci è stato raccontato che Sempio quasi viveva in quella casa e quindi la casa avrebbe dovuto essere disseminata di sue impronte. Peccato che ci sia soltanto la n.33 che qualcuno sostiene sia una increspatura sul muro vicino al cadavere della povera Chiara e forse c’è il dna sulle dita. Per noi sarebbe stata peggio se la casa fosse stata disseminata di impronte di Sempio”. “Questa indagine fa molto paura”.
“Faccio un apprezzamento e un plauso a tutti coloro che non hanno minimamente ripreso una “non notizia”. Ovviamente immagino che la dott.ssa Albani, persona seria, rigorosa e scrupolosa, non abbia minimamente apprezzato ciò che è uscito e che sia rimasta indispettita da queste indiscrezioni. Si tratta di un preambolo di ciò che è stato rappresentato, lecitamente, durante l’udienza del 26 settembre. La dott.ssa Albani ha detto allora “ciò nonostante io procederò alla comparazione”. Bisognerebbe capire chi ha notiziato la testata che ha fatto uscire questa non notizia e che è stata tratta in errore”.
Poi il colpo di scena finale. Il legale di Stasi fa riferimento a un fatto che risale al 2022 e di cui non intende però chiarire altro: si tratterebbe di una circostanza nota a lui e al procuratore Napoleone, che indaga sul caso Garlasco. “Quando vedo tutta questa confusione nella mia memoria appare il 13 luglio 2022 e allora il percorso che stanno facendo gli investigatori mi danno tanta fiducia”, dice De Rensis.
“Il 13 luglio 2022 – a quel punto ha spiegato Federica Panicucci – è successo qualcosa che è relativo all’avv. De Rensis e che al momento non ci è dato conoscere e che solo lui conosce”.
“Questo fatto lo conosce anche il procuratore. Se lo rivelerò? Al momento giusto, forse…”, aggiunge De Rensis.


