Il presidente di Asm Taormina, Giuseppe Campagna, annuncia di aver querelato una persona che sui social network aveva accostato l’incarico conferito dall’azienda a Noemi David ad una presunto rapporto di conoscenza tra la giovane professionista messinese ed il figlio di Campagna.
Con determina n. 373 del 22/04/2025 a firma del direttore generale facente funzioni Giuseppe Bartorilla – ricordiamo – l’Azienda Servizi Municipalizzati di Taormina ha aggiudicato e stipulato con la sig.ra Noemi David “l’affidamento di una consulenza per la campagna di comunicazione rivolta agli utenti”, per un importo di 65 mila euro, escluso Iva”.
“Ieri in un post Facebook – si legge ora in una nota diffusa da Asm Taormina – una persona ha falsamente affermato ed insinuato che la sig.ra Noemi David sarebbe la fidanzata e/o compagna del figlio di Campagna” e che così “abbia ricevuto una serie di incarichi tra l’Asm di Taormina e l’Atm di Messina”.
“…Affari di famiglia per la futura nuora che sta facendo incetta di incarichi con tanti soldi pubblici…”, ha scritto falsamente questa persona – si legge nel comunicato di Asm Taormina – diffamando gravemente e lasciando intendere che Campagna, in considerazione dei ruoli pubblici dallo stesso rivestiti, avrebbe favorito la presunta futura nuora”.
“Ho sporto immediatamente querela – afferma Campagna nella nota di Asm – perché le affermazioni sono tanto gravi e diffamanti quanto assolutamente false. Mio figlio da anni ormai vive e lavora fuori Messina, non conosce neppure la signora David e le false affermazioni gli hanno provocato inevitabili ed immaginabili conseguenze alla sua vita personale. Da padre, prima ancora che da rappresentante delle Istituzioni, sento il dovere di tutelare, oltre che il mio buon nome, anche la riservatezza e la serenità della vita privata di mio figlio e proteggerlo da attacchi inusitati come questo che, per gettare discredito sulla mia persona e sull’attività delle amministrazioni pubbliche in cui rivesto un ruolo per evidenti fini politici, non esitano a colpire in modo gravemente diffamatorio perfino i figli e la famiglia che, invece, dovrebbero essere lasciati esenti da attacchi personali”.


