Nel delitto di Garlasco spunta un nuovo mistero. Un altro indizio inquietante al vaglio degli inquirenti nell’ambito delle nuove indagini e che potrebbe rappresentare la firma del killer che tolto la vita a Chiara Poggi.
Accanto al corpo della vittima, come si può notare nell’immagine, c’erano quattro paia di mutande usate, ritrovate sul divano del salotto di casa Poggi, nella scena del crimine. Si tratta di mutande di forma, misura e colori diversi. E a quanto pare non appartenevano alla vittima. Chiara non avrebbe, tra l’altro, lasciato biancheria intima sporca, sul divano, come invece si presenta la scena del delitto.
Le mutande appoggiate su quel divano sono la firma dell’assassino? Gli oggetti hanno quattro colori che, in particolare, richiamano teorie legate agli “alchimisti” e a quella che viene chiamata la “Grande Opera”. Strani concetti che richiamerebbero l’attenzione sulla pista esoterica e qualche persona che apparteneva ad una setta.
Gli alchimisti, ricordiamo, erano studiosi che praticavano l’alchimia, un’antica disciplina che combinava elementi di chimica, filosofia, esoterismo e spiritualità. Le loro ricerche miravano a trovare l’elisir di lunga vita e raggiungere, secondo una loro visione, la “perfezione spirituale”. Il delitto di Garlasco è davvero riconducibile alla pista esoterica? Quelle mutande sono state lasciate dall’omicida? E per quale motivo? E perché quelle mutande non sono state oggetto di accertamenti a suo tempo, nelle precedenti fasi di indagine?


