La giustizia spagnola finalmente apre all’ipotesi (che sembra una forte probabilità) dell’omicidio per la tragica fine di Mario Biondo e adesso la famiglia annuncia un nuovo ricorso per ottenere proprio dalle autorità iberiche la riapertura del caso. Il ricorso presentato dalla famiglia impugnerà la decisione dell’Audencia provinciale di Madrid, che ha rigettato un altro ricorso contro l’archiviazione dell’indagine ma al contempo ha riconosciuto per la prima volta che la terribile sorte del 30enne cameraman palermitano potrebbe non essere stata causata da un suicidio.
I genitori di Mario, Santina e Pippo non hanno mai avuto alcun dubbio nel ritenere che Mario Biondo il 30 maggio 2013 sia stato assassinato e che poi il killer abbia poi dato luogo (con altri complici) ad una macabro e spietato depistaggio dell’accaduto.
Così, in una conferenza stampa a Barcellona, i Biondo hanno reso noto che formalizzeranno una nuova istanza per chiedere alla giustizia spagnola di riaprire il caso. “Vogliamo solo sapere chi ha ucciso nostro figlio e perché”, ha rimarcato Pippo Biondo, padre del ragazzo trovato senza vita nella sua casa di Madrid a maggio del 2013. L’anno precedente, il 22 giugno 2012, aveva sposato a Taormina la showgirl e presentatrice spagnola Raquel Sanchez Silva.
Il fascicolo su Biondo è stato archiviato anche in Italia ma anche il gip Nicola Aiello non aveva escluso lo scenario del delitto, ed il caso fu chiuso in quanto si riteneva che tale scenario fosse “indimostrabile”. Ma la realtà è che la pista del gesto estremo da parte della vittima è sempre stata lacunosa e la famiglia di Biondo vuole far crollare definitivamente il muro del suicidio. D’altronde negli anni i genitori del cameraman hanno sempre rifiutato lo scenario secondo il quale Mario si sarebbe impiccato e hanno raccolto numerosi indizi che portano nella direzione di una morte violenta avvenuta per mano di qualcuno. “Mario non aveva nessun motivo e nessuna ragione per togliersi la vita”, hanno ribadito Santina e Pippo Biondo.
L’Audencia ha respinto il ricorso contro l’iniziale archiviazione del fascicolo come suicidio sostenendo però – sulla scorta dell’archiviazione disposta a Palermo dal gip Nicola Aiello nel 2022 – che emergerebbero “indizi” che la morte del giovane “non sia stata frutto di un suicidio”. Per la Corte sarebbe trascorso troppo tempo per dimostrare che c’è stato un delitto e individuare chi lo ha commesso ma non è dello stesso avviso la famiglia, spinta da un incrollabile determinazione nel voler individuare l’assassino o gli assassini di Mario Biondo.
Biondo fu trovato impiccato a una libreria con una pashmina ma questa scena appariva inverosimile, soprattutto perché la libreria non avrebbe potuto reggere il peso della vittima ed anche e soprattutto per la posizione in cui venne trovato il corpo di Mario e per le anomalie legate proprio a quella pashmina.
Ora la famiglia Biondo presenterà un nuovo ricorso, non ha nessuna intenzione di arrendersi e fa sapere di essere pronta anche a rivolgersi alla Corte dei diritti dell’Uomo di Strasburgo.


