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Ponte, bordata di De Luca al governo: “Rimane una chimera, Messina non può subirne la realizzazione”

Cateno De Luca ha ormai fatto i “bagagli” per tornare nel centrodestra ed è pronto al celebrare le “nozze bis” con la coalizione di governo a partire dal 2026 ma, nel frattempo, dopo i chiarimenti chiesti dalla Corte dei Conti sul Ponte sullo Stretto, il sindaco di Taormina torna a lanciare bordate sull’iter in corso per la maxi-opera di collegamento tra Sicilia e Calabria.

“La Corte dei Conti – afferma De Luca – ha formulato delle puntuali osservazioni ed ha chiesto numerosi chiarimenti sulla delibera del Cipess assegnando il termine perentorio di venti giorni al Governo Meloni per chiarire e supportare le criticità emerse. Io ho sempre detto che fino a quando la Corte dei Conti non assevera il percorso avviato dal Governo Meloni con le relative coperture finanziarie il Ponte sullo Stretto di Messina rimane una suggestiva chimera. Ora i tuttologi dei Conti pubblici diranno la propria ma io mi astengo”.

“L’unica cosa che mi permetto di dire è che ho sempre detto è semplice e chiara: la Città di Messina non può subire la realizzazione del Ponte. Quando si passerà dalla suggestiva ipotesi del Ponte alla concreta possibilità di realizzarlo formulerò la mia posizione senza sconti per nessuno”, aggiunge De Luca.

Il leader di Sud chiama Nord non ha nascosto nel tempo la sua contrarietà al progetto previsto dal Ministero delle Infrastrutture e “confezionato” politicamente da Matteo Salvini, al quale De Luca non ha mai perdonato di averlo definito “impresentabile” nel 2017.

“No al Ponte sullo Stretto di Salvini perché è una rapina a Nord e Sud!”, disse De Luca il 20 ottobre 2023 in un suo comizio, durante la campagna elettorale per le Suppletive al Senato, aggiungendo allora: “Siamo contrari al Ponte sullo stretto di Salvini. Nella manovra del governo Meloni non non c’è traccia dei 15 miliardi per il Ponte e Salvini andrà a recuperare i soldi necessari dal Fondo Sviluppo e Coesione, che per la programmazione 2021-2027 ammonta a 70miliardi di euro. Si prepara a togliere il 20% delle risorse dal fondo che sarebbero destinate a tutte le regioni d’Italia per fare investimenti per le strade scuole e sicurezza urbana. A queste condizioni diciamo “No grazie”. Ma le regioni del Nord sanno che Salvini sta tentando di rapinargli oltre 1,5 miliardi di euro per cofinanziare il Ponte? Salvini la smetta di prendere in giro gli italiani e di rapinare anche il Nord!”. E adesso quelle parole tornano d’attualità tra le righe delle nuove affermazioni del parlamentare di Fiumedinisi.

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