HomePrimo pianoIncubo sulla SS114 Taormina, code infernali tra Mazzeo-Letojanni-Spisone per un semaforo

Incubo sulla SS114 Taormina, code infernali tra Mazzeo-Letojanni-Spisone per un semaforo

TAORMINA – La domenica appena trascorsa è andata in archivio come una giornata da incubo per i malcapitati che si sono trovati a transitare tra Mazzeo e Spisone lungo la strada statale 114. File interminabili si sono protratte dalle prime ore del pomeriggio sino a sera, con l’ira degli automobilisti rimasti imbottigliati nel traffico.

Tutta “colpa” di un semaforo posizionato in zona per alcuni lavori. Pazienza e la sicurezza viene prima di tutto in questi casi, ma il paradosso è che quel semaforo è stato attivato a protezione dei lavoratori operanti della ditta impegnata in quei lavori, e nel week-end – la domenica nella fattispecie – invece il cantiere non era operativo e non si registrava, insomma, la presenza sui luoghi di personale operante per proseguire gli interventi in oggetto.

Il semaforo è rimasto regolarmente attivo e la circolazione è rimasta letteralmente paralizzata. Diversi automobilisti, sopraffatti dal disagio, hanno deciso di invertire il senso di marcia e tirarsi fuori dalla coda per dirigersi al casello autostradale di Roccalumera.

La vicenda è stata sottolineata, tra gli altri, dall’esponente dei 5 Stelle, Guglielmo Trusso. “Sicilia Orientale, SS 114 Orientale Sicula, siamo al Km 44+ 200, territorio del Comune di Taormina al confine col comune di Letojanni – spiega Trusso -. Da giorni questo tratto della statale 114 è paralizzato da un semaforo di cantiere. Domenica il traffico si è bloccato sino al casello autostradale A18 di Taormina. Il cantiere interessa la carreggiata solo lato monte, per qualche metro, e mi chiedo: la domenica non si poteva togliere il semaforo? Il lavoro non può essere accelerato con uomini e mezzi, non si può lavorare anche di notte, visto l’importanza dell’area ad alta densità turistica. Sindaco di Taormina e Letojanni e rispettivi assessori, per quanti giorni ancora durerà “stu cantericchiu”? O forse bisogna chiedere ad Anas”.

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