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De Luca rilancia: “Le mie prossime mosse a cui assisterete entreranno negli annali dell’imprevedibilità”

TAORMINA – Il sindaco di Taormina, Cateno De Luca, apre la settimana politica con una riflessione sul suo momento politico e sullo scenario che potrebbe delinearsi all’orizzonte nei prossimi mesi.

“Leggo tante cose in questi giorni – afferma De Luca – sul mio futuro politico e sorrido anche sul mio “non futuro politico” pronosticato da tanti leoni da tastiera. Non replico a certe dichiarazioni di aspiranti leader politici salottieri perché i veri leader sono quelli legittimati dal voto popolare conquistato sul campo con la propria identità ed autonomia. Io sono un modesto “leader di territorio” che si è conquistato il consenso con il buon governo quotidiano e questa scelta di vita mi ha consentito di sconfiggere i tanti “leader in provetta”. Sono consapevole di non essere sempre un buon esempio e non mi sforzo più di tanto per esserlo perché ci tengo più alla sostanza che alla forma anche se qualche volta anche la forma è sostanza. Ci tengo però a fare bene il mestiere che mi viene assegnato e su questo fronte non concedo sconti a me stesso ed a singoli componenti della squadra che ha la responsabilità di tradurre in atti e fatti la politica del fare che ci contraddistingue rispetto agli altri”.

“Da quando ho ripreso il mio percorso politico, 1 aprile 2017 con l’annuncio della mia candidatura a sindaco di Messina, sono stati scritti fiumi di parole con pronostici più o meno nefasti. Sono passati oltre otto anni e da soli senza consegnarci o svenderci a poteri forti o contenitori politici blasonati siamo riusciti a scrivere un bel pezzo di storia di territorio stravolgendo anche le regole della fisica politica: il territorio che sconfigge la politica romanocentrica – non esiste nessun precedente di vittoria come a Messina di una forza civica contro i poli nei collegi uninominali -. Dare per acquisito Cateno De Luca e la sua storia politica, oltre che volgare è azzardato, perché denota assenza di cultura politica e mancanza di visione strategica se non quella classica del “magna magna”.

“Io mi permetto sommessamente di affermare che ancora ci sono margini per scrivere altre pagine di storia politico amministrativa – conclude De Luca – in un deserto dei Tartari di cervelli politici occupato abusivamente da nani politici ed asini volanti. Ricordatevi queste parole quando assisterete alle nostre prossime mosse che entreranno negli annali dell’imprevedibilità a suggello della pragmatica visione che “la politica è l’arte dell’impossibile””.

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