HomePrimo pianoEdilizia scolastica, un’emergenza nazionale. Ma a Taormina, com’è la situazione?

Edilizia scolastica, un’emergenza nazionale. Ma a Taormina, com’è la situazione?

È iniziato da pochi giorni il nuovo anno scolastico e in tutta Italia si riaprono i cancelli di edifici spesso vecchi, malmessi, non a norma. Lo racconta con chiarezza Elena Ferrario, presidente di Legambiente Scuola e Formazione, in una lunga intervista rilasciata a Fanpage.it, dove emerge un quadro allarmante ma purtroppo noto: solo il 37% delle scuole italiane è agibile, e nelle Isole la percentuale scende a un misero 19%.

“Solo il 10% degli edifici scolastici ha tutte le certificazioni richieste”, ha detto Ferrario. “E non perché non servano, ma perché mancano fondi stabili, la burocrazia è opprimente e lo Stato proroga continuamente gli obblighi di legge”.

Un’Italia scolastica a due velocità: al Nord metà delle scuole è a norma, al Sud e nelle Isole meno di una su cinque. Le conseguenze? Dispersione scolastica, demotivazione, divari educativi che diventano disuguaglianze sociali.

Il caso Taormina.

In questo contesto drammatico, viene spontaneo chiedersi: e a Taormina? Com’è la situazione delle scuole?

Il sindaco si batte (giustamente) sulla questione dei rifiuti e della raccolta differenziata, perché la città bisogna tenerla pulita e una migliore condizione “porta risorse”. Ma se i rifiuti “portano risorse”, la scuola che cosa porta? Se non se ne parla, vuol dire che va tutto bene e i problemi sono stati risolti? Oppure la scuola, semplicemente, non è una priorità?

Basta andare a Trappitello per avere una risposta: i bambini della scuola primaria salgono ogni giorno due piani di scale esterne per entrare in aula. Una struttura provvisoria? No, una realtà stabile da anni, che il Comune ha preso in locazione negli Anni Novanta. E a Mazzeo, in attesa che venga ultimata la nuova scuola, i bambini sono stati trasferiti a Letojanni e rimarranno “parcheggiati” lì ancora per un bel pò. Ma non va meglio neanche nel cuore di Taormina. Dal 2004, i bambini delle scuole elementari sono ospitati presso la scuola media “Ugo Foscolo” di via Cappuccini, un prefabbricato risalente agli anni Settanta. Le condizioni della struttura non sono quelle che ci si aspetterebbe da una città simbolo della cultura e dell’eccellenza siciliana.

Nel frattempo, l’ex scuola “Vittorino da Feltre” è stata definitivamente dichiarata non idonea all’uso scolastico. La nuova amministrazione ha annunciato l’intenzione di realizzare un polo scolastico al Capalc, fuori dal centro urbano. Ma si tratta di un progetto ancora tutto da definire, che lascia più domande che certezze: quando? Quanti fondi saranno necessari? E soprattutto, con quali tempi? È normale per un comune che ospita eventi internazionali, festival, star di Hollywood e si vanta di essere una capitale del lusso?

Chi difende questi bambini, mentre sui social arriva l’annuncio sorridente del sindaco sulle 50.000 € di multe elevate in due mesi a Taormina sul fronte dei rifiuti e dei reati ambientali?

Le scuole sono luoghi sicuri, moderni, a norma? O solo edifici dimenticati?

L’intervista di Ferrario tocca un punto cruciale: la scuola è uno spazio educativo anche fisico. Dove mancano sicurezza, comfort, palestre e laboratori, si fa una didattica povera, limitata, demotivante.

Taormina ha scuole sicure? Dispone di palestre funzionanti? Offre spazi per la didattica innovativa? Purtroppo conosciamo tutti la risposta. Ormai da tanti, troppi, anni Taormina vive un sostanziale immobilismo per quanto riguarda la scuola, che va al di là di qualche finanziamento intercettato in un modo o nell’altro passando da canali semplici come il PNRR (che ha finanziato una infinita di comuni italiani) o da qualche bando regionale che offre delle opportunità. La scuola non può essere concepita come una tematica da affrontare a “fiammate” o una tantum. Servirebbe qui la famosa “visione strategica” di cui parla il sindaco. La visione sicuramente non c’è stata negli anni passati e su questo non ci piove. E la visione in grado di imprimere una svolta sulle scuole non c’è nemmeno adesso.

Il PNRR è la panacea dei mali? Non basta.

Il ministro Valditara ha annunciato 11 miliardi per l’edilizia scolastica, tra fondi PNRR e nazionali. Ma la presidente Ferrario è stata chiara: “Siamo lontani da ciò che serve davvero. La Fondazione Agnelli ha stimato in 200 miliardi il fabbisogno per rinnovare le scuole italiane. Intanto, la manutenzione ordinaria è bloccata: spesso i Comuni non riescono nemmeno a spendere i pochi fondi disponibili per colpa della burocrazia”.

A Taormina, Comune virtuoso in materia turistica, esiste un censimento aggiornato e dettagliato degli edifici non a norma? Oppure si aspetta il prossimo evento eccezionale, che si spera ovviamente non avvenga mai e che, tuttavia, va approcciato in un’ottica di prevenzione. Si attenderà forse un cedimento, una denuncia oppure un video virale, per intensificare la trattazione delle criticità ed investire maggiori risorse da un bilancio che, tra l’altro, non è più quello di un Comune in dissesto?

La scuola è una priorità o un fastidio da gestire?

Quello che accade a Taormina, Trappitello e Mazzeo viene considerato alla stregua di una condizione di apparente normalità e non sembra appassionare o scandalizzare nessuno. Nessun comunicato ufficiale. Nessun piano straordinario. Nessun dibattito pubblico. Solo silenzio e indifferenza.

E allora la riflessione finale è semplice, ma cruciale: che valore ha la scuola per la politica a Taormina? Ad oggi è molto più semplice parlare di “monnezza”. La caccia agli “zozzoni” è un argomento assai più scenografico e mediatico rispetto alle questioni dei bambini costretti a salire scale pericolose o a studiare in altri comuni. E allora la risposta è una sola ed è più semplice di tanti bei discorsi. In questa città, la scuola non è ancora una vera priorità. Tutto il resto sono claudicanti punti di vista e le solite, sterili, chiacchiere in salsa paesana.

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