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De Luca celebra la sua elezione a Messina nel 2018: amarcord o prove di ricandidatura? L’arbitro è il centrodestra…

TAORMINA – Il sindaco di Taormina, Cateno De Luca, “celebra” in queste ore i 7 anni trascorsi dalla sua elezione a sindaco di Messina. “Un popolo in rivolta ha scatenato il Catemoto! La notte tra il 24 e 25 giugno 2018 sono stato eletto sindaco di Messina”.

Il parlamentare di Fiumedinisi ha poi aggiunto: “Che notte magica! Il 25 giugno 2018 alle ore 3:00 è cambiata la mia vita e la vita di Messina”.

De Luca ricorda quell’impresa per non dimenticarla oppure, oltre i confini dell’amarcord, medita un tentativo di rilancio all’ombra della Città dello Stretto? Ad oggi la risposta sarebbe un platonico “Federico, stai sereno” di renziana memoria, ma Basile, da buon soldato deluchiano, conosce le logiche di squadra e sa che tutto può cambiare in fretta, tanto più se il capintesta dovesse decidere di ribaltare i suoi piani. Molto dipenderà dagli accordi in fieri con il centrodestra, da quello che chiederà De Luca e da quel che poi soprattutto il centrodestra concederà allo scomodo alleato che medita il rientro in coalizione a 8 anni dalla sua uscita.

A Messina si è votato per le Comunali nel 2022 e si dovrebbe rivotare nel 2027. A Taormina si è votato nel 2023 e si dovrebbe tornare alle urne. Ma in entrambi i casi tutto dipenderà ad incastro dalla doppia scadenza più importante all’orizzonte, perché nel 2027, dopo l’estate, ci saranno le Politiche e le Regionali.

De Luca dovrà, intanto, decidere cosa fare a Taormina: quando rendere contendibile la sua fascia rispetto alle scadenze per lui cruciali del 2027, e se tenere di nuovo fede al rituale consolidato dei “5 anni, non un giorno in più” e mandare avanti un suo candidato. Oppure stavolta ripresentarsi lui davanti agli elettori e inseguire il bis nell’ormai Ducato di Taormina.

A Messina il candidato di De Luca dovrebbe essere ancora l’attuale sindaco Federico Basile. Scenario molto probabile ma non scontato. Perché il primo “amore” non si scorda mai, e da quella fascia a Messina De Luca si era arrampicato sino al boom del 24% alle Regionali del 2022, passando per l’elezione plebiscitaria a Taormina. Poi il disastro alle Suppletive a Monza. Quindi il crollo di consensi in 12 mesi a Taormina dal 65% (elezioni 2023) al 37% (Europee 2024), e poco sopra il 7% nel dato regionale di Sud chiama Nord alle Europee 2024.

Messina chiama, tra ricordi e sogni, tanto più perché da quelle parti passerà in ogni caso il destino di Sud chiama Nord, e Palazzo Zanca potrebbe pure diventare il bivio di un ultimo tentativo, da parte di De Luca, per provare a riaffacciarsi dentro la futura partita per la presidenza della Regione. Ad oggi la missione è durissima, come immaginare di scalare l’Everest bendati e a mani nude. Cristo si è fermato a Eboli, De Luca a quel 24% del 2022 e alla sua elezione a Taormina, perché le scelte politiche dell’ultimo biennio sono stato un campionario totale di sbagli politici fatali. Lui ci ha messo del suo e i “colonnelli” lo hanno accompagnato alla slavina di un movimento ora costretto a blindare la provincia di Messina come un’ultima roccaforte.

Ad ogni modo De Luca sogna la riscossa e studia la trama dei prossimi due-tre anni, da regista che (ovviamente) punterà a fare l’attore protagonista e che, al netto delle dichiarazioni dell’ultimo anno, non ha per niente deposto l’ambizione di ricandidarsi alla presidenza della Regione. Sa che ora non ci sono le condizioni ed è il tempo dell’asse con il presidente Renato Schifani ma sa anche che ha bisogno di una ribalta per rimettersi in corsa. Il Ducato di Taormina è una comfort zone unica al mondo, ma – politicamente parlando – è un pò troppo stretta per chi sogna in grande. E allora rieccola Messina, che non è mai sparita da radar e dove c’è il fedelissimo Basile che rimane in attesa di indicazioni. E allora Federico bis, altrimenti – se proprio le nozze con il centrodestra non dovessero andare per il verso giusto – chissà che De Luca non decida di puntare su… De Luca. Uno contro tutti, lo spin-off della metamorfosi. Pellicola ancora in fase di sceneggiatura, con un paio di ipotesi di trama sul tavolo. Non è il momento del “time to play the game”. Niente è ancora deciso, non tutto è successo…

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