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Tajani al 70° anniversario della conferenza di Messina e Taormina

TAORMINA – Il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, è arrivato oggi a Taormina per le Celebrazioni per il 70° anniversario della Conferenza di Messina e Taormina (1955–2025), evento promosso nell’ambito del Taobuk dalla Regione Siciliana in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, la Fondazione Taormina Arte Sicilia, i Comuni di Taormina e Messina, con il supporto della Commissione Europea e sotto l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo.

Le celebrazioni si articolano in un primo evento tenutosi oggi a Messina dedicato alla figura del Ministro degli Esteri Gaetano Martino, seguito da una cerimonia di inaugurazione della riunione ministeriale al Teatro Antico di Taormina.

Domani 19 giugno Tajani presiederà la riunione ministeriale incentrata su allargamento, riforme e futuro dell’Unione.

L’iniziativa coinvolge tutti gli Stati membri dell’Unione ma soprattutto i Paesi candidati e potenziali candidati. Tra le partecipazioni, si segnalano quelle dei Ministri degli Affari Esteri o Europei di Francia, Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Kosovo, Macedonia del Nord, Malta, Moldova, Polonia e Serbia e della Commissaria UE per l’Allargamento, Marta Kos.

Il Ministro Tajani ha ricordato che “l’Europa è una fabbrica in movimento, un processo di rafforzamento deciso e continuo, destinato a difendere e proteggere il benessere e la sicurezza dei nostri popoli”.

Tra le autorità, insieme ai sindaci di Taormina e Messina, era presente il presidente della Regione, Renato Schifani, che ha ricordato nel suo intervento, l’impegno del ministro Gaetano Martino. “Martino era ben consapevole delle difficoltà e di alcune remore al rafforzamento della coesione tra i Paesi membri – afferma – ma aveva chiaro che il “rilancio del progetto europeo” avrebbe costituito la sfida sulla quale puntare per centrare l’obiettivo di un significativo passo avanti, dopo i fallimenti registrati l’anno prima, nel processo di costruzione della casa comune europea con l’implosione dei progetti della Comunità Europea della Difesa e la Comunità Politica Europea. La scelta di Messina non fu casuale. Il governo italiano intendeva attrarre l’attenzione degli altri Stati membri su una zona geograficamente ed economicamente marginale, nell’ambito del dibattito sul percorso per una più intensa integrazione. Quel che prevalse fu la chiara percezione che la bellezza dei luoghi, l’accoglienza cordiale, la dimensione mediterranea come cruciale vocazione europea, avrebbero costituito un valore aggiunto per raggiungere un obiettivo ritenuto, come detto, assai arduo”.

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