Nei mesi scorsi vi abbiamo raccontato su TN24 la triste storia di Angelo Catanzaro, l’amaro destino a cui è andato incontro il 65enne di Giardini Naxos operato al Papardo di Messina il 22 luglio 2024 e poi morto l’11 agosto. Una tragica fine sulla quale adesso è in corso un’indagine e la giustizia sta facendo il suo corso per accertare se ci sono state delle responsabilità. Abbiamo allora raccolto la struggente testimonianza della moglie Anna e del fratello Gianni, e anche quella del figlio Luca.
Torniamo ad occuparci del caso perché martedì scorso Luca si è recato a Milano per Inter-Feyenoord. A San Siro, allo stadio “Giuseppe Meazza”, è andata in scena la gara di ritorno degli ottavi di Champions League e in questa occasione Luca si è reso autore di un gesto commovente. E’ tornato nei luoghi dove il 20 febbraio di un anno fa aveva trascorso la sua ultima giornata felice insieme al padre, prima di rivederlo poi in ospedale nei mesi successivi, nei giorni che hanno portato Angelo Catanzaro al dramma di una prematura scomparsa.

“Sono passati ormai 7 mesi dalla scomparsa di mio padre – racconta Luca Catanzaro a TN24 -. L’ultima volta che ho visto in vita mio padre e stato esattamente un anno fa a San Siro, il 20 febbraio 2024, per Inter-Atletico Madrid. Papa è morto poi il giorno 11 agosto. Purtroppo nonostante le tre lunghe settimane passate in ospedale al suo fianco, papa è sempre stato in coma farmacologico e non sono più riuscito a vederlo con gli occhi aperti. E’ stato strano per me tornare in quello stadio che papà amava tanto e pensare che quello era il posto in cui ci eravamo dati il nostro ultimo abbraccio. Mi piace pensare che da lassù papà mi abbia visto e sia felice di quello che abbiamo fatto io e alcuni dei suoi cari amici dell’Inter Club Giardini Naxos/Taormina. Papà era iscritto all’Inter Club Giardini Naxos/Taormina sin dalla sua fondazione.

“Lo abbiamo ricordato adesso posando al Duomo di Milano con la bandiera del club ed una maglietta in suo onore. Papà era un grande tifoso dell’Inter ma ben voluto e rispettato da tutti. Per gran parte della sua vita ha ricoperto il ruolo di allenatore di calcio per le categorie giovanili di Giardini Naxos e vari paesi limitrofi. Ancora adesso a distanza di anni in tanti lo ricordano come il mister ed è un ricordo spontaneo, con tanto affetto che mi riempie di orgoglio”.
Nel frattempo l’inchiesta per le morti sospette del Papardo continua. “Stiamo seguendo gli sviluppi della vicenda, con tanto dolore ma anche e soprattutto nella speranza che si arrivi alla verità – evidenzia Luca Catanzaro -. E’ notizia della scorsa settimana che le valvole sospette impiantate sui pazienti, incluso mio padre, non erano difettose, quindi il cerchio si stringe verso l’ipotesi della componente batterica. I nostri due legali, l’avv. Enzo Paolini e l’avv. Giuseppe Aceto del Foro di Cosenza, che ringrazio per tutto quello che stanno facendo, sono impegnati in un lavoro senza sosta per fare in modo che emerga la verità e per difendere gli interessi della mia famiglia e del mio povero papà. Colgo l’occasione per ringraziare tutte le persone che nel corso di questi mesi hanno mostrato un segno di vicinanza nei nostri confronti ed in particolare nei confronti di mia madre, una donna che dopo 45 anni di matrimonio si è vista portare via l’uomo della sua vita in un luogo in cui la vita dovrebbe essere salvata, e non tolta”.
La battaglia di Luca, dei suoi fratelli Antonio e Fabrizio, e di mamma Anna prosegue. La perdita di Angelo Catanzaro ha lasciato nei loro cuori un vuoto incolmabile ma queste parole di Luca e la sua testimonianza commovente ribadiscono, ancora una volta, la grande dignità di una famiglia a cui va il nostro abbraccio e anche la nostra speranza che si possa fare piena luce sull’accaduto.


