TAORMINA – Il sindaco di Taormina, Cateno De Luca, si è recato oggi al palazzo municipale (di giovedì) per imprimere un’ulteriore accelerazione all’iter per la costituzione delle nuove partecipate.
“Una marcia in più per Taormina – scrive in un suo post social De Luca – si sta concretizzando anche con la costituzione delle partecipate municipali e metropolitane. Sono stato tutta la giornata nel palazzo municipale di Taormina per revisionare e completare gli statuti dell’ azienda e società che entro il prossimo mese di marzo saranno valutate dal Consiglio comunale di Taormina e dal Consiglio Metropolitano della città di Messina”.
“Saranno costituite con la Città Metropolitana – prosegue De Luca – un’azienda speciale per la gestione e la valorizzazione del patrimonio immobiliare ed un società per la riscossione dei tributi entrambe aperte anche ad altri comuni che vorranno successivamente aderire. Sarà costituita una azienda speciale municipale per la gestione in house dei servizi sociali per come già fatto con la Messina Social City cinque anni fa a Messina. Sarà costituita la Fondazione Taormina in the Word per la valorizzazione e tutela del brand Taormina. Sarà trasformata in spa la nostra azienda Asm di trasporto pubblico locale e di gestione sei servizi pubblici essenziali. Fare il sindaco oggi è sempre più una missione e Federico Basile ne sa qualche cosa”.
De Luca, dunque, stringe i tempi e marcia a passo rapido verso le nuove partecipate di Taormina, con lo schema Messina. La parola d’ordine consegnata ad uffici, adepti e collaboratori è “fare in fretta”. Molto in fretta. D’altronde sarebbe un peccato non accelerare in una indisturbata stagione politica paesana di svalutazione competitiva, qualcosa un pò a metà tra l’happening e il garbage time che, archiviato il dissesto con annesso record storico rivendicato, consente all’attuale sindaco di procedere senza difficoltà e correre ancora più spedito. Il momento dà modo di danzare sulle ceneri della politica locale. Come prima, più di prima.
E allora palla avanti e pedalare. Avanti tutta e partecipi chi può. Missione forza quattro, che non è una riedizione dell’allineamento da tavolo di Milton Bradley. E’ un’altra cosa, più seria, strategica. Pensata e plasmata per il bene di Taormina, che nel frattempo – a proposito – è salita di rango, non è più “consolazione” (capito, malpensanti taorminesi?) ma “soddisfazione”. Poi (presto) verrà il momento di pensare ad altre cose più complesse, tra una Sicilia da amare e una Garbatella da sposare. Nuovi alleati da corteggiare, scettici e miscredenti da convincere e quelli che già sono lì che aspettano al varco. Ma come diceva San Gaetano, santo protettore di questo tempo: “Bisogna essere profeti di Provvidenza…”.


