TAORMINA – Il San Valentino a Taormina lascia un amletico interrogativo che in queste ore agita la discussione tra i reduci paesani rimasti in loco e quelli che hanno fatto l’amore sotto il sole di Phuket. Ma a Taormina c’era davvero il gran pienone nella festa degli innamorati o più in generale nel fine settimana appena trascorso? Da una parte sentiamo dire che c’era un fiume di gente, da una parte si replica che non c’era anima viva. Chi ha ragione e chi ha torto? L’impressione è che non sia necessario scomodare Zichichi e nemmeno andare al Var per darsi una risposta, non c’è molto da disquisire, analizzare e capire, la questione è di una semplicità estrema, rasenta lo scolastico. Eppure il caso, nella terra promessa per eccellenza delle furbacchionate, si fa quasi interessante perché sembrerebbe sottintendere una qualche volontà di considerare i taorminesi alla stregua di allocchi di periferia.
Il calendario racconta intanto che San Valentino lo scorso anno cadde in un mercoledì 14 febbraio, quindi infrasettimanale e senza alcun ponte al seguito. Stavolta il 14 febbraio era venerdì e poi ne è seguito un ponte, anzi un pontone, ideale per chi ha deciso di concedersi nelle 48 ore successive un pò di relax dai propri impegni.
Si è registrato, quindi, un +51% di afflusso nei parcheggi ed un +68% di incassi sempre nei posteggi comunali. Bene, benissimo, non era affatto scontato ed è un’ottima notizia. Una cosa buona anche per Asm che potrà fare quadrare i suoi conti, dovendo tra le altre cose sostenere ora spese importanti come, ad esempio, quella per il servizio di raccolta rifiuti.
Ciò premesso, se parliamo di presenze nei parcheggi non parliamo in automatico di gente che è arrivata in città anche per soggiornare, cioè per pernottare. Per chiudere la discussione in 15 secondi basterebbe farsi una banale e semplice domanda: quanti hotel sono aperti a Taormina in questo momento? Non serve nemmeno la risposta e non occorrono numeri, le strutture ricettive al momento disponibili al pubblico sono poche, pochissime. La gran parte sono chiuse per lavori di ristrutturazione e ammodernamento e si preparano alla nuova stagione, con l’apertura che arriverà non prima di marzo. Anche qui bisognerebbe, comunque, aprire una parentesi e fare una riflessione a parte, sgombrare il campo dai soliti luoghi comuni demenziali e ricordarsi che gli albergatori non chiudono per “piacere” o per “sport”, e da imprenditori vorrebbero guadagnare per 12 mesi e non solo per 8. Andrebbero semmai coinvolti e considerati parte attiva delle scelte per la città e messi nelle condizioni di lavorare tutto l’anno, perché poi – piaccia o non piaccia – sono loro a dare lavoro e fare girare la giostra dell’economia di Taormina.
Insomma, la morale della favola è abbastanza semplice: San Valentino ha visto protagonisti i passeggiatori, per lo più avventori non pernottanti. Noi li vogliamo chiamare “assaltatori”, quelli che hanno riempito i parcheggi per poi dirigersi in centro e farsi la passeggiata tra tanti negozi chiusi, con un selfie e un bacio, magari anche una tappa romantica in un locale per mangiare o bere e a tarda sera poi tanti saluti ai suonatori. La destagionalizzazione, parola di cui tutti si riempiono sempre la bocca con disinvoltura, è un’altra storia che non c’entra niente con le dinamiche “mordi e fuggi” di San Valentino e la narrazione del pienone (vero o presunto) con gli “assaltatori”. Anche perché se il metro di valutazione dovesse essere l’immagine di piazza IX Aprile la sera del 14 febbraio non ci sarebbe molto da aggiungere sul significato di questo screenshot.

Alle ore 21.53 del 14 febbraio e anche prima il Corso Umberto si presentava così, con la serata del dj set che poco prima era stata movimentata dal simpatico blitz finale della scolaresca americana: l’arcano è se quella sera gli innamorati fossero tutti imboscati col dono dell’invisibilità nei vicoli a fare l’amore. I marziani avevano rapito le ondate di turisti che si erano diretti a Taormina? Oppure erano ancora bloccati alle casse dei parcheggi? Oppure c’erano lunghe code negli hotel per fare il check-in? O magari erano tutti ai caselli autostradali, in Via Garipoli o sulla Via Crocefisso. Boh. Ah già, c’era il festival di Sanremo.
E’ chiaro che poi, allargando il raggio della discussione, soprattutto sabato e domenica Taormina ha avuto senza alcun dubbio un maggiore movimento (sempre di passeggiatori) e menomale. Il posto piace e attira da sempre gente per farsi la passeggiata, tanto più se c’è una promo con il parcheggio scontato a tariffazione speciale, il 15 e il 16 febbraio ricadono stavolta di sabato e domenica (e non di giovedì e venerdì, come fu nel 2024), il tempo consente e c’è una ballata frizzante in piazza. Il Comune – gliene va dato atto – ha deciso di organizzare degli spettacoli per movimentare l’atmosfera del noioso andante e, al netto dei gusti, fare eventi è sempre una buona cosa. Meglio momenti ravvivanti come i dj set e i latin party che il piattume totale di un inverno in cui Taormina solitamente non offre niente. Su questo non ci piove.

Ad ogni modo il pienone turistico – repetita iuvant – è un’altra cosa. Turisti che pernottano e avventori che poi dormono altrove sono due cose distinte. Sennò si rischia di sconfinare nella confusione e sarebbe come far passare il messaggio che (per puro esempio) ieri c’erano 100 persone che alloggiavano in città, domani magari si passerà a 150, quindi quelle 50 persone si traducono in un roboante 50% improvviso di presenze in più in città.
E allora il miracolo di San Valentino è realtà o sogno? Nella prima ipotesi auguriamoci che si possa alzare, primo o poi, la qualità dei ragionamenti e anche uscire dal cliché paesano della sterile contrapposizione tafazziana tra “sì, era tutto pieno” o “no, era tutto vuoto” a seconda delle parrocchie politiche di appartenenza. Voler bene a Taormina significa augurarsi il meglio, ma per centrare l’obiettivo bisogna condividere la programmazione del futuro di un territorio. Mettere ad un tavolo gli attori protagonisti, parlarsi e cercare una visione d’insieme. A 360 gradi, non a 90. Non con il maestro a scrivere lo spartito e dettare la musica e gli altri a suonarla e fare la coreografia.
Diversamente, c’è l’invasione del pernottamento a Taormina in modalità VR, Virtual Reality con il visore Meta. Eccolo il miracolo della destagionalizzazione. Fermi tutti, li vedete? C’è gente al casello di Spisone, 10, 100, 1000 macchine, fateli passare. Sono i ritardatari di Sanremo, stanno arrivando ora a Taormina. Vogliono le camere, i posti qui non bastano. Sold out, anzi overbooking. Vogliono fare l’amore, in differita, in piazza IX Aprile e anche in Via Fleres. Avvisate i paesani di rientrare da Phuket e riaprite subito tutto. Liberate i parcheggi e attivate le navette da Piedimonte. Musica maestro, via di nuovo con le danze e i sassofoni. E’ tutto vero. Magico San Valentino, in alto i calici, miscredenti taorminesi. Viva la stagione romantica dei boccaloni, viva l’amore con gli assaltatori.


