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Trump firma un nuovo ordine: dazi “reciproci” per alleati e avversari Usa

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha presentato un piano di aumento dei dazi per eguagliare quelli che gli altri Paesi applicano alle importazioni di prodotti statunitensi al fine di “eliminare gli squilibri commerciali”, alimentando un possibile scontro economico sia con gli alleati che con i rivali.

“Ho deciso, per motivi di equità, di applicare dazi reciproci”, ha dichiarato Trump nello Studio Ovale durante la firma di un memorandum presidenziale. “È equo per tutti. Nessun altro Paese può lamentarsi”. L’amministrazione Trump insiste sul fatto che i nuovi dazi equiparerebbero la capacità di competere dei produttori statunitensi e stranieri.

Il piano mira a considerare le imposte sul valore aggiunto (Vat) – come le imposte sulle vendite, comuni nell’Unione europea – come una barriera commerciale di cui tenere conto in qualsiasi misura tariffaria reciproca. Anche le tariffe doganali, le regolamentazioni e i sussidi alle varie industrie di altri Paesi sarebbero tra i fattori che l’amministrazione Trump valuterebbe al momento di stabilire i dazi.

Gli aumenti delle tariffe doganali sarebbero quindi personalizzati per ogni Paese e sono destinati ad avviare nuovi negoziati commerciali. Anche altre Nazioni potrebbero sentire il bisogno di rispondere con un proprio aumento dei dazi sulle merci statunitensi, il che rende la scommessa di Trump rischiosa.

Questi nuovi dazi con tutta probabilità ricadranno sui consumatori e sulle imprese statunitensi, direttamente o attraverso l’aumento dei prezzi. Gli economisti ritengono che il piano potrebbe facilmente ritorcersi contro gli Stati Uniti se dovesse fare salire l’inflazione e rallentare la crescita.

“Ciò significherà inevitabilmente dazi più alti, e quindi tasse più alte per i consumatori e i produttori americani”, ha detto. Il piano tariffario di Trump “riflette una fondamentale incomprensione del funzionamento dell’economia globale”, afferma Scott Lincicome, esperto di commercio del Cato institute.

Un alto funzionario della Casa Bianca, che ha insistito sull’anonimato, ha dichiarato all’Associated Press che le entrate tariffarie previste contribuiranno a bilanciare il deficit di bilancio, stimato a 1.820 miliardi di euro. Il funzionario ha anche aggiunto che le revisioni necessarie per i dazi potrebbero essere completate nel giro di poche settimane o pochi mesi.

I possibili aumenti delle tasse sulle importazioni e sulle esportazioni potrebbero essere significativi rispetto ai dazi relativamente modesti imposti da Trump durante il suo primo mandato.

Fonte: Euronews Italia

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