SANREMO (ITALPRESS) – Il 75° festival di Sanremo si apre nel ricordo di Ezio Bosso. Problemi di audio si sono verificati proprio all’inizio: dopo che Carlo Conti aveva cominciato a ricordare Bosso l’audio è scomparso per qualche secondo. La prima cantante a esibirsi è stata Gaia. I co-conduttori della serata sono Gerry Scotti e Antonella Clerici. “Grazie Carlo perché con la tua persona, i tuoi collaboratori, tutto il personale di Sanremo, mi avete fatto sentire importante. A me che ho fatto della mia vita il simbolo della semplicità. Grazie di cuore, vi voglio bene”, ha detto Scotti. Il festival rende omaggio a Fabrizio Frizzi. Antonella Clerici si commuove durante il tributo, accolto dagli applausi.
La prima standing ovation è per Simone Cristicchi che ha cantato “Quando sarai piccola” dedicata alla madre. Poi un videomessaggio del Papa, trasmesso durante la serata. “La musica è bellezza, è strumento di pace”, dice il Pontefice. “La pace è possibile. Cercate di vivere delle belle serate”.
Jovanotti fa ballare il teatro Ariston. Accompagnato dai Rockin 1000 che suonano i tamburi d’inizio de “L’ombelico del mondo”, si presenta in completo dorato, rischia di cadere inciampando negli scalini d’ingresso dell’Ariston. Nel foyer lo attende un gruppo di ballo in stile Bollywood. Delirio al suo ingresso in platea mentre canta “Il più grande spettacolo dopo il big bang” dove viene accolto dall’abbraccio del pubblico. Sul palco arriva con “I love you baby” e continua con ‘Fuoriondà in cui sostituisce una strofa inserendo un riferimento alla kermesse sanremese: “Nell’aria, nell’acqua, al Festival”. E poi continua con “A te che sei”. “Per me questo è un Festival speciale. E’ bello il Festival di Sanremo, come il Natale, il Carnevale. Sanremo è la festa della musica”, ha attaccato Jovanotti emozionato e visibilmente felice di essere sul palco dell’Ariston. “Non si può venire qui a fare ste cose! Ma se non le faccio io, chi le fa?” ha scherzato, sottolineando il legame speciale che sente con il festival. Parlando del suo ritorno alla musica dopo l’infortunio, ha raccontato: «Il mio fratello Asino, così San Francesco chiamava il suo corpo, si è azzoppato, ma viviamo in un’epoca in cui riescono addirittura a sostituire un osso. Ora sono un pò bionico, un pò titanico, sono anche fotonico!”. Poi ha aggiunto: “Sono soprattutto felice. Questo è proprio un festival speciale”. Poi ha reso omaggio al filosofo Franco Bolelli, scomparso cinque anni fa: “Era il profeta dello slancio vitale. Le sue parole mi hanno aiutato”.
E poi Gianmarco Tamberi, che annuncia: “Mi rendo conto, riguardando un po’ la mia carriera, che quello che ha fatto la differenza non sono state le vittorie, ma la volontà di riprovarci, anche quando quelle difficoltà sono insormontabili. Oggi ho tantissima paura, ma è molto di più la voglia di riprovarci. Ci rivediamo a Los Angeles 2028”.
– foto Ipa Agency-
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