TAORMINA – Il 21 agosto scorso ci eravamo soffermati sulla condizione disastrosa ma soprattutto di estrema pericolosità che caratterizza a Taormina la scala di accesso alla spiaggia di Mazzeo dalla piazza Pablo Pino. La scala di ferro, che – lo abbiamo evidenziato – era già inadeguata da diversi anni a questa parte – è arrivata al punto di non ritorno, presenta ormai evidenti problemi di stabilità, alcuni gradini sono compromessi e la precarietà complessiva della struttura suggerirebbe di intervenire subito. Non domani ma ieri, per evitare che qualcuno si faccia male.
Siamo al 24 agosto 2024 e invece la scala è ancora lì, come se nulla fosse. Il Comune di Taormina al momento non è ancora intervenuto. Magari si affida alla presenza “cuscinetto” delle tavole di legno poste da qualcuno sotto la scala a sorreggerla in modalità Burundi. O magari qualcuno pensa di aprire un nuovo contest estivo, dal sapore internazionale, dal titolo “Rumpitivi i catinazzi du coddu” e c’è da capire chi sarà il fortunato (si fa per dire) che per primo farà crollare la scala. Il tutto, ovviamente, con richiesta di risarcimento poi al Comune. Ci sarebbe quasi da sorridere ma in realtà è una vicenda in cui c’è poco da scherzare.
E’ uno scenario dove il pericolo e l’imbarazzo collettivo corrono sullo stesso filo, vanno di pari passo a braccetto. E fossimo nel privato che gentilmente ha montato la scala, non la monteremo più e lasceremmo il compito e la responsabilità al Comune (com’è giusto e doveroso che sia) perché la storia di questa scala sembra il preludio a uno scaricabarile.
Intanto i bagnanti, residenti e turisti, continuano a transitare da lì accorgendosi che la situazione è paradossale e c’è da stare attenti perché la scala rischia di cedere ad uno starnuto. Figuriamoci se vi passano ogni giorno, in tutti i momenti, tante persone, adulti e bambini, che mettono costante pressione su materiali fatiscenti.
Eppure il drammatico cedimento del palo della pubblica illuminazione di domenica scorsa a Letojanni è un campanello d’allarme che dovrebbe aver insegnato qualcosa. Tra l’altro, in quel caso, l’episodio si è verificato in modo inatteso ma qui è visibile a tutti la condizione di pericolo della scala di Mazzeo. Ed è chiaro che in queste circostanze non si dovrebbe rischiare nemmeno una virgola quando è in gioco la pubblica incolumità.
A Mazzeo sventola la bandiera blu e la scala di accesso alla spiaggia dalla piazza principale rimane bandiera nera. La trappola è lì, come una bomba ad orologeria con il timer già attivato. Auguri a tutti e che Dio ce la mandi buona.


